Il Tirreno

Pisa

paura nella filiale bpm a riglione 

Lama contro un'impiegata di banca: "Senza il coltello non mi avrebbero ascoltato"

Pietro Barghigiani
L'istituto di credito e, nel riquadro, Roberto Cini
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L'istituto di credito e, nel riquadro, Roberto Cini

Pisa: il racconto del pensionato che ha minacciato la dipendente dell'istituto di credito. Ora potrà entrare nella filiale solo se accompagnato

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PISA. «Il coltello? Lo so che era evitabile. Ma senza quello non mi avrebbero ascoltato». Roberto Cini, 85 anni, pensionato di Riglione sa di non essere un esempio per quello che ha combinato lunedì pomeriggio nella filiale di via Marsala dell’ex Caripisa. Non fa ammenda, né si scusa per quel gesto violento che ha spaventato la dipendente seduta davanti a lui. La vecchia Cassa di Risparmio di Pisa da tempo Banco Bpm è la sua banca da una vita. Le impiegate lo conoscono. Sanno come prenderlo e qualche volta per calmarlo lo hanno anche portato a prendere un caffè.

Lunedì 16 dicembre la sfuriata dell’85enne ha esondato fino a sconfinare in un reato. Quello delle minacce aggravate che scatta d’ufficio per l’uso di un’arma. Senza il coltello magari il personale sarebbe passato sopra a quella che era partita come una delle periodiche lamentele del cliente. Altre volte è successo. Puntare l’arma ha cambiato i rapporti. Da martedì 17 dicembre Roberto Cini è “invitato” a entrare in banca solo se accompagnato. Una scorta più a garanzia delle impiegate che del pensionato.

All’anziano la polizia ha sequestrato a scopo precauzionale alcune armi che aveva in casa. Lunedì dopo pranzo Cini è uscito di casa con un coltellino in tasca. Una sorta di “premeditazione” perché abitualmente non lo usa. Nella sua mente ha previsto che poteva servire per sottolineare il concetto che, a suo dire, da mesi non veniva compreso dalla banca. Non ha detto niente alla moglie della piccola lama. L’ha solo informata che sarebbe andato a controllare i suoi investimenti. È da almeno un anno che il pensionato è convinto che qualcosa non torni e ha presentato anche un reclamo a cui l’istituto di credito ha risposto sostenendo che operazioni e numeri sono a posto. Ma tant’è. Il dubbio che arrovella Cini non vuole abbandonarlo. Poco dopo le tre è entrato nella filiale e ha chiesto di parlare con un’impiegata. Si è seduto e ha iniziato a chiedere conto di alcuni investimenti.

«L’impiegata era di fronte a me – racconta il cliente arrabbiato –. Era al di là del tavolo. Le ho chiesto di stamparmi un documento per vedere se i soldi erano presenti su un conto e lei mi risposto che non avrebbe fatto nulla. A quel punto ho tirato fuori il coltellino e le ho detto: “Allora devo venire di là con questo?”. Appena ha visto il coltello ha cominciato a urlare e sono arrivati i colleghi. Lo so che è stato un gesto brutto, ma volevo essere ascoltato». L’effetto ottenuto è che d’ora in avanti Cini potrà entrare in banca solo in compagnia di altre persone. Mai più da solo.

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