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Maestra in classe con sardina «Fa propaganda ideologica»

Maestra in classe con sardina «Fa propaganda ideologica»

L’insegnante di una scuola elementare: «Dovevo restituirla ad un bimbo» Protestano alcuni genitori degli alunni, interrogazione parlamentare di Ziello 

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PISA. Una sardina di cartone in tasca e la spiegazione dell’insegnante di una scuola elementare pisana agli alunni sul significato del raduno delle Sardine domenica scorsa in piazza dei Cavalieri ha provocato la protesta di alcuni genitori che attraverso Facebook accusano la stessa insegnante di propaganda ideologica. Tanto che su questo il deputato della Lega Edoardo Ziello ha depositato un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Istruzione.

La maestra, E. M. di 57 anni, insegnante di italiano e storia, contattata dall’Agi, ha minimizzato: «È stato del tutto casuale. Lunedì ce l’avevo con me, la sardina, perché volevo restituirla ad un bimbo di un’altra classe che domenica avevo incontrato, assieme ai suoi genitori, alla manifestazione e mi aveva prestato una delle sue sardine.

«In classe un’altra alunna mi ha chiesto come mai ci fosse così tanta gente in piazza - ha aggiunto la maestra - e ho colto l’occasione per ricollegarci alla storia di Guizzino, pesciolino nero portatore di un messaggio positivo, perché, le ho detto, mentre da soli è difficile, insieme si è più forti e per ricordare agli alunni la Costituzione che all’articolo 3 ci ricorda che siamo tutti uguali senza distinzione di razza, sesso o religione».

Proteste nei confronti dell’insegnante sono arrivate da alcune famiglie. «Le mamme che ho incontrato questa mattina - ha detto ancora la maestra - mi hanno chiesto perché in classe non parlo piuttosto di Natale e di Presepe. Ho risposto loro che spetta alla professoressa di religione».

Sulla sua partecipazione al raduno pisano delle sardine, la docente spiega: «Ci sono andata per curiosità e perché trovo significativo che un gruppo di giovani sia riuscito a coinvolgere tante persone di diversa estrazione d’età, ceto e provenienza accomunate dall’idea di fare qualcosa per la nostra società. Partecipo con gioia ai flash mob per cause che ritengo giuste, come ho fatto per quelle sul clima o per le donne violentate in Cile».

Di tutto altro parere il leghista Ziello. «Non si può inquinare l’ambiente scolastico portando nei luoghi deputati all’istruzione simboli propagandistici di certe idee politiche - ha detto Ziello motivando l’interrogazione -. Mi auguro che la maestra non discrimini i suoi alunni in base alla propria sensibilità politica. Se fossi in lei porgerei immediatamente le scuse più sentite ai genitori».

«Non trovo eticamente corretto e professionale - commenta l’europarlamentare Susanna Ceccardi (Lega) - portare a scuola simboli che rimandino a movimenti politici come quello delle sardine. Incredibile che si faccia propaganda anche tra i più piccoli». —

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