Il Tirreno

Pisa

peculato all’inps: parlano due imputati 

«Siamo solo vittime e non complici di chi ci ha usato per soldi»

P.B.

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PISA. «Siamo vittime non complici di chi ha organizzato tutto questo».

Sono stati sentiti due imputati nel processo per peculato in concorso, costola del filone principale di chi ha deciso di andare in dibattimento anziché patteggiare o farsi giudicare con rito abbreviato. È l’inchiesta nata dalle indagini su Antonino Finocchiaro, di Pontasserchio, ex funzionario Inps condannato in primo grado a 6 anni e 8 mesi per peculato per la sparizione di circa un milione di euro dall’estate 2015 al maggio 2016. È in corso l’appello. Nel corso dell’udienza di fronte al collegio del Tribunale (presidente Dani, a latere Grieco e Iadaresta) con pm Giovanni Porpora, sono stati sentiti, tra gli altri, due degli imputati: Liviya Balasha, 45 anni, di Pisa, accusata di aver ricevuto 43mila euro e Mario Fortunato, 49 anni, per il quale la contestazione è di 30mila euro. «Quando ho capito cosa aveva fatto Camarretta (condannato in separato giudizio, ndr) sono andato a denunciare» ha sottolineato il 49enne cascinese. Sono sotto processo (Inps parte civile) anche Salvatore Fiscelli, 47 anni, di Cascina, accusato di aver preso 126mila euro; Massimiliano Panichi, 29 anni, di Cascina, accusato di aver preso 9mila euro; Samira El Hajaji, 44 anni, di San Giuliano Terme, accusata di aver preso 16mila euro. Il collegio dei difensori è composto dagli avvocati Erminia Imperio, Roberta Bernardini, Michela Simoncini e Caterina Baroni. Nelle prossime udienze verrà sentito anche Fedele Camarretta, uno dei collettori dei soldi che dalle casse dell’Inps finiva sulle Postepay degli imputati. —

P.B.

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