Il Tirreno

Pisa

L’INTERROGATORIO DEL FEMMINICIDA  

L’assassino ha dormito accanto al corpo di Chiara, uccisa tra il 26 e il 27 luglio

Luca Tronchetti
L’assassino ha dormito accanto al corpo di Chiara, uccisa tra il 26 e il 27 luglio

I legali di Graziano Zangari stanno valutando se chiedere la perizia psichiatrica per il manovale reo confesso

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SAN GIULIANO TERME. Chiara Corrado è stata ammazzata nella notte tra il 26 e il 27 luglio e il suo assassino, Graziano Zangari,dopo aver commesso il femminicidio nel box-spogliatoio, ha dormito accanto al cadavere. Solo nel primo pomeriggio del 27 luglio - dopo aver pulito il locale - si è sbarazzato della donna che sosteneva di amare. Con una corda le ha legato le mani, le ha annodato al collo una fune e l’ha messa in un telo di plastica sigillato con nastro adesivo trascinandola fuori dal container. Poi, per sistemarla nel cassone dell’autocarro della ditta, ha usato delle pedane. Si è diretto alla roulotte, a 5 chilometri dal cantiere lungo la Ferrovia, che aveva affittato a 100 euro al mese in un campo lungo l’ Aurelia a Torre del Lago.

È la ricostruzione dal verbale dell’interrogatorio di Zangari e ieri il gip di Paola (Cosenza), Rosa Maria Mesiti, ha convalidato l’arresto dopo ai gravi indizi di colpevolezza emersi dopo l’interrogatorio di garanzia effettuato dal pm, Maria Francesca Cerchiera, delegata dal sostituto della procura di Lucca, Aldo Ingangi. Il femminicida - assistito dagli avvocati Francesco Sapone del foro di Paola con l’avvocato Vianello del foro di Roma - è rinchiuso nel carcere di Paola e nei prossimi giorni l’autorità giudiziaria potrebbe disporre il suo trasferimento al penitenziario di Lucca. I difensori valutano se chiedere la perizia psichiatrica per la dipendenza alla cocaina del loro assistito.

LA NOTTE DEL DELITTO

Un racconto di oltre tre ore quello di Graziano Zangari. Nella confessione sostiene che la sera del 26 luglio ha cenato con Chiara Corrado. Dice che hanno bevuto oltre il lecito e usato cocaina. «Rientrati nel container - il racconto dell’omicida - è iniziato un litigio, uno degli screzi che avevamo. Lei si è allontanata per far rientro nel box meno di un’ora dopo insieme a un extracomunitario. Un pusher che lei conosceva. Lui voleva soldi e prima di andarsene mi ha minacciato». Poco dopo il litigio con Chiara, quello fatale. Zangari ha sostenuto che la donna l’aveva aggredito e che lui ha reagito colpendola alla testa con una chiave per il montaggio dei ponteggi per poi lavare l’utensile e rimetterlo al suo posto. Successivamente, quando i carabinieri hanno trovato vicino al box un sacco con indumenti intimi della donna uccisa, è saltata fuori una mazza da cantiere con tracce di sostanze ematica. «Sì - ha detto il femminicida - l’ho colpita anche con quell’oggetto». La ferita, quella che ha sfondato la parete temporale destra dell’ex dipendente delle poste, è compatibile con la mazza sequestrata. L’omicida - stando al suo racconto - aveva conosciuto Chiara, originaria di San Giuliano Terme, alla stazione di Pisa nel novembre 2018. Gliela aveva presentata un amico manovale. Zangari, separato e con un figlio, aveva perduto da poco la madre e si era innamorato perdutamente di quella donna. Per un periodo avevano vissuto a Saltocchio e poi ad aprile erano andati a vivere a S. Nicola Arcella(Cosenza) dove l’omicida è stato arrestato. «Ma non aveva funzionato. - ha raccontato l’autore del crimine - Litigavamo spesso. Se ne andava e ritornava. Mi avevano detto che si prostituiva, ma non potevo vivere senza di lei».

AUTOPSIA

Il sostituto Ingangi ha fissato per venerdì l’autopsia sul cadavere di Chiara Corrado. Ad eseguirlo sarà il medico legale Stefano Pierotti che aveva effettuato il prelievo dei tessuti. —

Luca Tronchetti

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