Il Tirreno

Pisa

le liti della porta accanto 

Stalking, maresciallo “vittima” della vicina Il giudice la allontana

Pietro Barghigiani

Divieto di avvicinamento per la donna che ora vive altrove Ci sarebbero anche atti vandalici sull’auto del carabiniere

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Più che convivenza difficile, anche se con un muro a separare i “duellanti”, è una vicinanza impossibile. Che esce dal perimetro della lite verbale e finisce in quello del codice penale. Al punto che a uno dei due contendenti viene notificata persino una misura cautelare di divieto di avvicinamento alla vittima delle sue attenzioni dannose.

Non si tratta di una storia di ex che va in frantumi tra offese, messaggi fastidiosi e pedinamenti dal tono minaccioso. È una vicenda ordinaria di pessimi rapporti tra vicini con quello che si ritiene vessato senza motivo che un giorno decide di denunciare l’autrice dello stalking della porta accanto.

Una querela circostanziata che fa scattare il divieto di avvicinamento firmato in questi giorni dal gip Pietro Murano. Una misura che di fatto si trasforma nell’obbligo per la controparte di allontanarsi dal luogo in cui vive il suo “bersaglio”. E, quindi, di cambiare casa se non voleva aggravare la sua posizione.

Succede in un comune del lungomonte e i protagonisti sono un maresciallo dell’Arma nel ruolo di parte offesa e quello di una 51enne in quello della responsabile, secondo l’accusa, di una serie di dispetti e anche qualcosa di più sfociati in un provvedimento del giudice per evitare degenerazioni spiacevoli.

Una misura adottata in via precauzionale che di fatto ha imposto alla donna, con un passato anche di impegno nell’associazionismo locale, di andare a vivere altrove in attesa dell’eventuale revoca del divieto. Se e quando dimostrerà che non ci sono più le condizioni che ne hanno decretato l’adozione per tutelare il suo avversario.

I contrasti tra il carabiniere e la 51enne vanno avanti da tempo. Sono vicini di casa e un parete divide le rispettive esistenze destinate, però, a incrociarsi per questioni logistiche. Il parcheggio dell’auto, i rumori che “filtrano” da una stanza all’altra. I propositi di buon vicinato naufragano quasi subito. E i diverbi, anche pesanti, occupano le relazioni sempre meno civili tra i due. Le offese sono l’antipasto di quello che poi il sottufficiale dei carabinieri ha inserito nella querela.

Una serie di atti vandalici contro la sua auto, un Suv compatto, che fanno alzare di livello e aggravano nella gradualità delle azioni i comportamenti della donna, descritta come un’implacabile stalker ai danni del vicino di casa. Episodi ripetuti nei mesi scorsi e conditi anche da altre uscite della 51enne contro il carabiniere che per interrompere la sequenza si è deciso a querelarla.

Ora il giudice ha imposto alla vicina di stargli alla larga. Un cartellino giallo per evitare episodi più spiacevoli per entrambi i protagonisti. —

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