Il Tirreno

Pisa

«Indispensabile assicurare pulizia e manutenzione dell’intero fiume»

D.R.
«Indispensabile assicurare pulizia e manutenzione dell’intero fiume»

In prefettura si tirano le fila della due giorni di emergenza Il sindaco Conti: «Ho visto passare enormi tronchi e rami»

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pisa. Un fiume come un prato. Pulito, manutenuto e in grado di poter scorrere senza ostacoli. È l’auspicio che il sindaco Michele Conti ha espresso a tutte le autorità presenti ieri in prefettura per fare, insieme ai tecnici del Genio civile e della protezione civile, il punto sull’emergenza Arno. Passata la fase critica, declassificata l’allerta (da rossa a gialla), riaperte le scuole e i servizi sul territorio, adesso si pensa al futuro. Puntando su manutenzioni ordinarie e straordinarie e a quella grande opera che secondo il primo cittadino deve passare dalla pulizia del greto del fiume.

Dalla foce a Firenze

«Ai fiumi bisogna pensarci sempre, 365 giorni all’anno, e non solo in queste situazioni eccezionali - sottolinea il sindaco -. Abbiamo potuto appurare l’efficienza delle opere di difesa, dallo Scolmatore al bacino del Roffia che hanno fortemente aiutato a mantenere l’Arno nei limiti, e quella dei panconcelli, un piccolo “Mose” ottocentesco. Adesso occorre lavorare sulle manutenzioni ordinarie. Ho visto passare enormi tronchi e rami - prosegue Conti - e questo deve farci riflettere quanto sia rilevante la manutenzione dei corsi d'acqua: è necessario intervenire sulla pulizia del greto, dalla foce a Firenze. L’Arno deve essere un prato». Un auspicio che si tramuterà probabilmente in una richiesta formale alla Regione. Un intervento, quello delle manutenzioni dei corsi d’acqua, necessario anche per il presidente della Provincia di Pisa Massimiliano Angori. «Sono più importanti le manutenzioni che le nuove opere», sottolinea evidenziando il ruolo di primo piano che l’ente ha avuto durante la fase emergenziale.

l’emergenza

«È stata una piena molto impegnativa, ci siamo attivati già sabato scorso con un summit in cui abbiamo deciso di allertare l’esercito per l’eventuale montaggio dei panconcelli - aggiunge il prefetto Giuseppe Castaldo -. Domenica mattina abbiamo dato avvio a tutte le procedure a difesa della città e dei cittadini. Il sistema ha funzionato in modo ottimale grazie ad una grande collaborazione e sinergia tra tutti i componenti della protezione civile». Una complessa macchina organizzativa, scesa in campo per prevenire ma anche per intervenire in caso di esondazione, che si è messa in moto già nella serata di sabato anche grazie a puntuali previsioni arrivate con largo anticipo rispetto alla fase clou dell’emergenza. «Grazie ad un preavviso di almeno 12 ore rispetto all’arrivo della piena - spiega Ugo D’Anna, comandante provinciale dei vigili del fuoco di Pisa -, siamo riusciti a predisporre un servizio molto accurato (che ha richiesto anche l’arrivo di vigili del fuoco da altre province della Toscana e da fuori regione, ndr), costituendo anche squadre miste al 118 in grado di intervenire in caso di esondazione». Quelle dei vigili del fuoco sono state solo una parte delle squadre di operatori tecnici, forze di polizia e di volontari intervenute. Circa 600 le persone schierate: 180 militari, 150 volontari di varie associazioni, 70 vigili del fuoco, 20 tecnici del Genio civile, un centinaio di agenti di polizia municipale impiegati su tre turni, 20 addetti della Provincia di Pisa, 40 del Consorzio di bonifica oltre a tutte le forze di polizia. Un piccolo esercito che ha lavorato per monitorare l’andamento del fiume e predisporre tutte le misure precauzionali per evitare il peggio. «Le piene dell’Arno e quelle dei fiumi in generale sono tutte diverse tra loro, vanno quindi gestite ed affrontate studiando e monitorando le singole caratteristiche - conclude Francesco Pistone del Genio civile -. Per Pisa sono risultate fondamentali le opere di difesa idraulica, che hanno permesso di diminuire la portata dell’Arno verso la città ed evitare danni». — D.R.

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