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Dopo la serrata delle attività «Giusto fare un passo indietro»
pisa. Il risveglio in una città fantasma. Dopo la paura per il rischio esondazione dell’Arno, echeggiano nelle strade e nelle piazze vuote, quelle voci che non sono di fantasmi ma di commercianti e residenti che protestano per la chiusura dei negozi fino alle 12. Ordinanza emessa dal sindaco Michele Conti su indicazione della prefettura. Piazza dei Cavalieri alle 10 di mattina era deserta così come lo era via Santa Maria con i negozi, bar e ristoranti serrati già dalle 18.30 di domenica. In piazza Sant’Omobono, il forno, gli alimentari ed i banchi della frutta erano chiusi così come i supermercati di quartiere. Oreste Vanni, girovaga in via Cavalaca. «Ho preso il bus da via Santa Marta sono sceso lì per fare un po’ di spesa. Sono anziano prendo poche cose al giorno ma non ho trovato un solo negozio aperto e non ce ne sono neppure qui». C’è intanto chi in Borgo Stretto alle 11, apre la saracinesca ma solo per fare le canoniche pulizie e non per violare l’ordinanza. «Sto solo pulendo il bar ma i vigili sono già passati tre volte per controllare che non servissi i caffè. Uno me lo posso fare per me?» ironizza il gestore di un bar di Borgo. Molti commercianti polemizzano che non sono stati avvertiti delle ordinanze e che hanno saputo del provvedimento solo grazie ad un confuso passa parola.
Se i vigili urbani ce l'hanno messa tutta per far rispettare l'ordinanza del sindaco Conti, l’onorevole Edoardo Ziello scrive sulla sua pagina social: «Secondo voi quali sono gli unici ‘esercizi commerciali’ che hanno violato spudoratamente l’ordinanza di chiusura delle attività, emanata dal sindaco per far fronte all’emergenza idrogeologica? I soliti minimarket ed alcuni kebabbari».
In realtà, nella riunione di ieri mattina, in prefettura sono risultate essere 25 le attività, principalmente minimarket, ma anche bar, pub ed un supermercato, che non hanno rispettato l'ordinanza di chiusura disposta dal sindaco.
Intanto, innanzi alla Pam ed alla Conad di via Cottolengo e di via Pascoli, prima dello scoccare delle 12, si erano formate due lunghe code di clienti.
Alessandro Trolese di Confcommercio commenta: «Quando si tratta di sicurezza è bene fare un passo indietro. Non voglio polemizzare minimamente sul quanto è stato deciso per motivi precauzionali e di sicurezza». Massimo Rutinelli di Confesercenti aggiunge: «Meglio aver perso qualche spicciolo che essere ora a spalare la melma fuori dai negozi. Benissimo ha fatto Conti ad emettere l'ordinanza ma ci sono i soliti furbetti che nell'orario di chiusura notturno hanno continuato a rimanere aperti. Ciò ferisce noi commercianti onesti».
«Sì ma l'ondata di piena era passata da ore, si poteva far riaprire le attività commerciali alle 10 e non alle 12» dicono alcuni esercenti di Corso Italia. Tanto che c’è chi, come molti bar di Corso Italia, ha deciso di non aprire affatto. —
Carlo Venturini
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