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Centro diurno chiuso, le famiglie minacciano denunce
“L’orizzonte” è allagato per problemi al tetto L’alternativa è a Migliarino ma Società della salute, Asl e Comune devono decidere
PISA. Un tetto sfondato e l’appartamento sottostante che si allaga. Ma qui non c’entrano i danni del maltempo degli ultimi giorni. Quella del centro diurno “L’orizzonte” in via Derna a Pisa è una storia vecchia di anni che non ha (ancora) un lieto fine.
La struttura comunale, infatti, è stata chiusa e le persone che la frequentano (sedici adulti affetti da gravi disabilità motorie e mentali) lasciati, al momento, senza un posto in cui essere gestiti se non a carico delle famiglie. La soluzione potrebbe essere la Pubblica assistenza di Migliarino, oppure una denuncia alla Procura.
Tutto dipende da cosa succederà domani, quando ci sarà un incontro tra Asl, Comune e cooperative in cui dovrà essere presa la decisione se trasferire gli assistiti nei locali di Migliarino che, tra l’altro, erano originariamente proprio un centro diurno.
«Ci devono dare una risposta – spiega una mamma – altrimenti giovedì porteremo i nostri figli direttamente alla Pubblica assistenza e faremo una denuncia alla Procura».
Il motivo di tanta rabbia è semplice. «Il Comune era a conoscenza della situazione in via Derna – dice ancora la donna – ma in tanti anni il tetto non è mai stato riparato. E siamo arrivati alla chiusura perché i locali sono di fatto inagibili».
Il centro diurno nel quartiere pisano di Santa Maria è chiuso dalla scorsa settimana. Ieri c’è stata una prima riunione in cui i rappresentanti della cooperativa Agape hanno mostrato alle famiglie gli spazi della Pubblica assistenza di Migliarino.
«Asl e Società della salute dovranno trovare l’accordo – aggiunge la mamma – Ma comunque ci hanno spiegato che mancano ancora autorizzazioni e lavori di adeguamento per svolgere l’attività di assistenza a persone problematiche come i nostri figli. Al di là di tutto, comunque, devono darci una risposta, perché siamo al limite della sopportazione».
L’orizzonte è frequentato da adulti con età compresa tra i 20 e i 50 anni. Ci sono famiglie “giovani”, ma anche coppie di anziani che non sono in grado di accudire i propri figli. La possibilità di poter essere aiutati da un centro diurno è fondamentale per chi vive enormi difficoltà quotidiane.
Di sicuro, si tratta di una vicenda a cui gli enti coinvolti (Comune, Asl e Società della Salute) sono chiamate a dare risposta concreta nel giro di poco tempo. La donna che ha denunciato il caso al nostro giornale, per esempio, racconta di aver concordato turni col marito per non lasciare solo il figlio. Una situazione simile anche ad altri nuclei familiari alle prese con le necessità dei figli e gli obblighi dei rispettivi impegni lavorativi. —
Andreas Quirici
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