Il Tirreno

Pisa

asili/2 

«Un milione di buoni motivi per difenderle»

Marilù Chiofalo
«Un milione di buoni motivi per difenderle»

L’ex assessora Marilù Chiofalo: quei soldi fanno gola ma il messaggio culturale e politico non ha prezzo

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. «Ha fatto gola a tanti amministratori. È il (circa) milione di euro nel bilancio del Comune di Pisa per le scuole dell’infanzia comunali. Da destra a sinistra, sicuramente negli ultimi dieci anni non pochi erano dell’idea di dare allo Stato la gestione delle tre (di molte) scuole comunali rimaste», inizia così un intervento di Marilù Chiofalo, ex assessora alla pubblica istruzione. «Un milione di euro - aggiunge - da spendere per altro personale, diverso da educatrici e maestre. Magari Polizia municipale. Ma anche altro».

Un po’ di dati, «tanto per capirsi al volo - scrive ancora - . Un milione di euro sono circa un sesto dell’intera spesa di servizi 0-6 anni e corrispondono a poco più di 200 posti per bambine e bambini di scuola dell’infanzia (quelli che venivano spesi fino all’eliminazione della sezione alla scuola Agazzi lo scorso anno), e corrisponderebbero a poco più di 100 posti per bambine e bambini al nido. A Pisa tutte le bambine ed i bambini da 3 a 5 anni vanno a scuola e circa la metà vanno al nido, quasi l’80% di queste in nidi accessibili da graduatoria comunale e il resto in nidi interamente privati. È anche vero che ovunque in Italia si vive una diminuzione della natalità. E dunque, qualcuno dice, smantelliamo le scuole comunali».

«C’è un milione di buoni motivi - secondo Marilù Chiofalo - per mantenere quelle tre scuole. Il messaggio culturale e politico che dai, mantenendole, vale ben più di un milione di euro, non ha prezzo. Una famiglia che considera l’educazione dei figli prioritaria se ne occupa personalmente, anche se questo comporta tempo, fatica, spese».

«Supponiamo però per un attimo che liberare un milione di euro sul bilancio sia un’idea brillante in assoluto oppure anche solo in risposta alla denatalità. Allora la questione è ancora più semplice: investire quel milione di euro per offrire 100 posti di nido in più alle bambine e ai bambini di Pisa e alle loro famiglie. Parliamo di circa il 10% delle bambine e dei bambini di Pisa fino a due anni, che ci sono e che al nido non vanno. Anzi, perché non trasformare le scuole d’infanzia in centri zerosei? Così da usarle come nido ora, quando le domande di scuola d’infanzia sono diminuite per la denatalità, e riutilizzarle come scuole d’infanzia (se utile) quando la natalità ricomincerà a crescere. Oppure perché non utilizzare una parte di quel milione per abbattere le tariffe dei nidi e una parte per trasformare le scuole d’infanzia in centri zerosei? Oltretutto - conclude Marilù Chiofalo - offrire servizi nuovi a costi ridotti è il miglior modo per contrastare la denatalità». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera