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Il gioco-concorso 

“Ceciniadi” al via, le iscrizioni terminano lunedì 25 novembre

“Ceciniadi” al via, le iscrizioni terminano lunedì 25 novembre

Ancora 10 giorni per iscrivere il proprio locale alla sfida per il titolo di migliore cecina di Pisa e provincia

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Pisa. Olio, sale, acqua e farina di ceci, poi un buon forno a legna e il gioco e facile. Fare la cecina, invece, è tutt’altro che semplice. Lo sanno i tanti ristoratori che nei loro locali preparano un piatto semplice, la cui nascita si perde nella notte dei tempi. Per valorizzare e dare lustro a un piatto tanto caro ai pisani e agli imprenditori, Il Tirreno e Confcommercio Provincia di Pisa organizzano le “Ceciniadi”: un gioco-competizione che affiderà ai nostri lettori la decisione di decretare la cecina più buona del comune di Pisa e quella della provincia.

Da una parte i lettori-giudici, che potranno esprimere la propria preferenza attraverso il tagliando che sarà pubblicato sul quotidiano in edicola. Dall’altra gli imprenditori della ristorazione con la loro proposta di cecina. Questi ultimi per poter partecipare a questa sorta di Olimpiadi devono iscriversi entro le 12 di lunedì 25 novembre. Per partecipare è necessario contattare la Confcommercio di Pisa allo 05025196, altrimenti direttamente Lorenzo Lazzerini, sia telefonicamente al numero 3200861545 che per mail a l.lazzerini@confcommerciopisa.it.

Al momento sono già diversi i ristoratori che hanno aderito al concorso: la pizzeria Due Capperi, Pisa Pizza Pisa, la pizzeria Da Cassio, il ristorante osteria La Basilica, la pizzeria da Toni, da Liana, la pizzeria Il Montino, Pizza Più di Irene Mori, la pizzeria Easy Rider, la pizzeria La Rusticanella, la pizzeria Lo Squalo e la pizzeria da Nando. In provincia sono pronti ai nastri di partenza la pizzeria Mirole (Pontedera), Queen Pizza (Castelfranco di Sotto), la pizzeria La Torre di Pizza (Casciavola), Cuore di Pizza (Ponsacco), Il Fornaretto (Ponsacco), la pizzeria da Chiara (Ponsacco), la pizzeria da Antonio (Lugnano di Vicopisano), La Rustica (Fornacette) e La Vecchianella (Vecchiano).

Ma la sfida è ovviamente aperta a tutte le attività di ristorazione che sfornano la cecina e che hanno voglia di mettersi in gioco con un piatto tanto semplice quanto identitario, la cui nascita si perde nella notte dei tempi e nella leggenda, ma che rappresenta un marchio di fabbrica per la città e per tutto il territorio. —
 

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