Il Tirreno

Pisa

Stracci, secchi e nastri biancorossi: gli studenti nello scientifico “colabrodo”

Danilo Renzullo
Secchi in un’aula per raccogliere l’acqua che filtra dal soffitto
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Secchi in un’aula per raccogliere l’acqua che filtra dal soffitto

Pisa. Con gli ultimi temporali si sono aggravate le infiltrazioni al “Buonarroti”. Il dirigente costretto a chiudere cinque aule

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PISA. Una distesa di stracci per tentare di asciugare l’acqua. Nastri bianchi e rossi per sbarrare alcune rampe di scale. I corridoi trasformati in una sorta di percorso ad ostacoli tra zone temporaneamente inagibili e cavalletti che avvertono dei possibili pericoli a percorrere pavimenti bagnati e scivolosi. Nelle aule, l’emergenza è stata invece affrontata posizionando secchi e contenitori per raccogliere l’acqua infiltrata dal tetto.

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Le abbondanti piogge della scorsa notte hanno provocato l’allagamento di una parte del liceo scientifico Buonarroti. Pozzanghere sui pavimenti e l’incessante gocciolio di acqua dal tetto hanno scandito la giornata di oltre 1.100 studenti facendo riemergere le criticità strutturali del complesso Concetto Marchesi. Quello che al suono della campanella gli studenti si sono trovati di fronte è uno scenario diventato ormai consuetudine: rampe di scale inagibili, aule allagate e infiltrazioni d’acqua che hanno costretto il dirigente scolastico, Alessandro Salerni, a chiudere cinque classi. Circa 150 gli studenti interessati, “radunati” prima nell’auditorium e poi trasferiti in aule momentaneamente libere.

«Ho fatto un sopralluogo prima dell’ingresso degli studenti e ho constatato che era impossibile lavorare in quelle condizioni – spiega il dirigente scolastico –. Un problema, quello delle infiltrazioni, che fino a qualche mese fa si presentava ad ogni forte precipitazione: da un po’ di tempo la situazione sembra essere peggiorata perché si ripete anche con piogge non troppo intense».

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Una criticità già segnalata alla Provincia lo scorso settembre e reiterata ieri durante “l’emergenza”. L’ennesimo sopralluogo dei tecnici dell’ente di via Nenni è servito a constatare l’aggravarsi di un annoso problema, legato ai problemi alla copertura, e a mettere in cantiere alcune opere per cercare di tamponare una situazione che, giorno dopo giorno, rischia di aggravarsi sempre di più. Prima della fine dell’anno sarebbe previsto un intervento sullo strato di impermeabilizzazione di una parte della copertura, che potrebbe risolvere il problema di alcune aule e degli uffici amministrativi. Per il rifacimento del tetto della cosiddetta “ala nuova” del complesso scolastico occorrerà invece attendere almeno la prossima estate. Potrebbe quindi essere l’ennesimo inverno di emergenza per l’istituto superiore, costretto a far fronte anche alla mancanza di aule in grado di ospitare gli oltre 1.100 studenti iscritti.

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«Siamo costretti a turni e rotazioni – conclude Salerni – oltre a chiedere “ospitalità” per quattro classi al limitrofo istituto Santoni». —

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