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La Farmigea guarda lontano e va alla conquista dell’America
L’amministratore dell'azienda di Ospedaletto: vogliamo introdurre anche là i nostri prodotti specifici nel settore dell’oftalmologia
PISA. La storia dell’azienda farmaceutica Farmigea comincia a Pisa nel lontano 1946, quando la famiglia Federighi acquistò un vecchio stabilimento farmaceutico in via Carmignani, vicino al Teatro Verdi. Da allora l’azienda è cresciuta, specializzandosi nell’oftalmologia, ma non ha lasciato la città dove è nata. L’attuale stabilimento, nella zona di Ospedaletto, ospita circa 140 dipendenti, con un bilancio annuo di quasi 30 milioni di euro e un mercato “made in Pisa” che abbraccia il mondo intero. Una vicenda che viene raccontata con la mostra “Farmigea, una storia italiana”, organizzata dall’Archivio Storico di Farmigea in occasione della Settimana della Cultura d’Impresa e in corso nel salone ex Borsa Merci della Camera di Commercio .
Ma questa è anzitutto una storia familiare, come racconta al Tirreno l’amministratore Mario Federighi. Cominciamo dal passato. «L’azienda nasce nell’immediato dopoguerra da nonno Antonio o, come lo chiamavano nel pisano, “Sor Antonio”. Mio nonno si occupava di agricoltura, ma, sapendo che la ripartenza dopo la guerra sarebbe stata dura, acquistò un vecchio stabilimento farmaceutico e lo divise in quote paritarie tra i suoi tre figli. All’inizio l’azienda produceva qualsiasi tipo di farmaco. La specializzazione avvenne alla fine degli anni Sessanta, quando ci fu una forte richiesta di colliri, tanto che uno di questi fa parte del nostro listino dal 1955. Da lì mio padre cominciò a guardare anche ai primi mercati esteri. Poi negli anni Settanta la Farmigea cominciò ad aprirsi alla cultura della ricerca, specializzandosi nell’oftalmologia. Siamo arrivati ai giorni nostri». . Oggi Farmigea è una delle poche aziende europee indipendenti che realizzano prodotti oftalmici, in ambienti sterili. «Ad ora abbiamo quattro unità: anzitutto il mercato italiano, dove siamo presenti con il nostro listino, che comprende i prodotti a marchio nostro, di cui abbiamo la titolarità. C’è poi l’export, sempre a marchio nostro, con prodotti made in Italy registrati in 30 Paesi (tra cui Inghilterra, Siria e ora l’America Latina, a partire dal Perù). Il terzo aspetto consiste in un’attività di licenza, che svolgiamo in 50 Paesi, mentre l’ultimo punto è il contoterzismo, ossia produciamo prodotti oftalmici per conto di aziende europee che si occupano solo della parte commerciale».
E la ricerca? «La nostra azienda - dice Federighi - non si occupa solo di produzione, ma anche di ricerca e sviluppo. Noi portiamo avanti una ricerca incrementale, nel senso che miglioriamo l’esistente anche in collaborazione con università e centri di ricerca. Attualmente abbiamo tre brevetti, incentrati su un polisaccaride sviluppato per la secchezza oculare. Questo filone deriva dal primo brevetto del polisaccaride sviluppato con l’Università di Pisa alla fine degli anni Novanta. In Farmigea l’investimento annuo nella ricerca ammonta all’8-10% del fatturato, mentre per la produzione investiamo il 10%. Negli ultimi due anni, per esempio, abbiamo speso 2 milioni di euro per una nuova sala lavaggio (in pratica un’enorme lavastoviglie)».
L’anno scorso c’è stato il licenziamento di 61 dipendenti. «È stata una scelta dolorosa, ma necessaria per quello che è attualmente il mercato italiano. Oggi le aziende hanno un’anima o commerciale o produttiva. Ad un certo punto ho dovuto scegliere di focalizzare l’impresa sulla produzione, chiudendo il ramo commerciale, perché in quest’ultimo settore la concorrenza è maggiore. Nel campo di vendita il nostro fatturato era troppo piccolo e saremmo stati fagocitati dalle aziende più grandi. Se avessi fatto il contrario avrei rischiato di mettere in discussione l’intero sistema aziendale».
E ora siamo al futuro. Quali saranno i futuri passi dell’azienda? «Sicuramente il prossimo obiettivo è raggiungere la licenza per introdurre i nostri prodotti anche in America, l’unico Paese in cui non siamo ancora presenti. Inoltre, Farmigea ha recentemente partecipato alla fiera internazionale CPhI di Francoforte con un brevetto per una nuova salvietta per la detersione perioculare. Questo è il mio futuro, ossia migliorare continuamente l’esistente grazie al nostro laboratorio, cui si aggiunge un team che collabora con lo sviluppo e un manager che si occupa solo di ricerca. E, da quest’anno, una dottoressa che lavora con me da tempo si occuperà esclusivamente della parte di innovazione. C’è quindi una crescita, tutta al femminile, del team sviluppo».
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