Pisa, il sindaco leghista: "Cittadinanza onoraria a Liliana Segre"
Il sindaco Michele Conti (Lega) propone il provvedimento al consiglio comunale: "In un momento come questo in cui si registra la tendenza della politica a dividersi su tutto, penso sia importante dare segnali forti soprattutto per i più giovani"
PISA. Il sindaco di Pisa Michele Conti (Lega) ha proposto di conferire la cittadinanza onoraria a Liliana Segre. L'annuncio è stato fatto nel corso della mattinata di lunedì 11. "In un momento come questo in cui si registra la tendenza della politica a dividersi su tutto, penso sia importante dare segnali forti soprattutto per i più giovani - ha detto il primo cittadino - : proporrò al consiglio comunale di Pisa di esprimersi sulla mia proposta di conferire a Liliana Segre la cittadinanza onoraria della nostra città, non solo per onorare la storia personale della senatrice, simbolo delle atroci sofferenze di un popolo intero che anche a Pisa ha ancora oggi una comunità forte e coesa, ma anche perché le istituzioni devono essere in prima linea su tutto quello che si può fare ancora - e che va fatto - sul tema della lotta all'antisemitismo".
"Pisa in particolare si deve impegnare in modo deciso su questo argomento, poiché il nome della nostra città, seppur per una casualità della storia, è purtroppo legato alla firma delle leggi razziali che il Re Vittorio Emanuele promulgava dalla residenza di San Rossore - ha aggiunto ancora Conti - . L’applicazione di quelle assurde leggi, fondate su un abominevole pregiudizio, comportò l’espulsione, dagli atenei e dalle scuole, di studenti e docenti ebrei, ovvero di bravi cittadini italiani che si ritrovarono, per la loro religione, a subire una discriminazione che li privava del lavoro e del diritto di studiare".
"Io credo – conclude il Sindaco di Pisa - che sia davvero opportuno non solo tornare con la memoria a quanto accaduto e ricordare le vittime di quella ingiustizia, ma attualizzare il messaggio per far comprendere a tutti che su certi temi c’è ancora bisogno di impegno. Penso che sia utile oggi richiamarsi a coloro che non sottovalutarono e non furono indifferenti”.
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