«Addio Remo, con te si respirava cultura»
In tantissimi nel cortile della Sapienza per salutare il grande filosofo Bodei Il professor Ferrarin: «C’erano passione e libertà nel suo insegnamento»
pisa. La lucidità di pensiero, la sterminata cultura, ma anche la curiosità senza limiti, la capacità di considerare degni di filosofia anche gli oggetti apparentemente più banali. E soprattutto la lietezza, tratto distintivo del carattere, e quel tremito della voce all’inizio di ogni conferenza, sintomo di una timidezza domata con coraggio.
Così, con grande affetto, è stato ricordato Remo Bodei, filosofo e studioso di fama internazionale, venuto a mancare all’età di 81 anni.
Tanti gli allievi di tutte le età, gli amici e i colleghi che ieri mattina si sono stretti alla famiglia per la cerimonia funebre, tenutasi nel cortile della Sapienza a Pisa.
Una cultura sterminata e multiforme, quella del professor Bodei, a lungo docente di Storia della Filosofia nell’ateneo pisano, fino alla nomina di professore emerito, e dal 2006 professore all’università della California, a Los Angeles. All’attività accademica si aggiungono i libri di filosofia pubblicati per le più importanti case editrici italiane e tradotti in 15 Paesi.
Ma l’eredità che il professore ha lasciato va oltre il contributo, fondamentale, dato al mondo della cultura. È un’eredità prima di tutto umana, tale da trasformare le lezioni accademiche in una festa, come ricorda il professor Alfredo Ferrarin: «Con lui si respirava cultura. L’erudizione non era mai sfoggiata per intimidirci. Era piuttosto un’ispirazione, un incoraggiamento ad emularlo. C’erano passione e libertà nel suo insegnamento, oltre alla volontà di promuovere la cultura anche al di fuori dell’ambito accademico».
Ma Bodei è stato anche un modello decisivo per tutte le generazioni di allievi che hanno visto in lui una «figura fondamentale, capace di incarnare una totalità culturale e morale», come ha ricordato l’allieva Barbara Carnevali, professore associato all’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi: «La lietezza descrive la tonalità emotiva che ha dato origine ai suoi libri. Alla fine il lato che vinceva era sempre quello delle emozioni positive».
Tra gli studenti anche il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, che ricorda ancora il passo lento e cadenzato del professore, vero esempio di un intellettuale organico, figura sempre più necessaria per tenere lontano i mostri del passato. Un filosofo ben lontano dall’immagine del sapiente che osserva solo il cielo, ma al contrario attento ad ogni particolare e dotato di una curiosità che gli permetteva di guardare con profondità anche ad argomenti lontani dalla filosofia. Tra le passioni del professore c’era infatti anche quella per il calcio, coltivata per avvicinarsi al nipote. Oltre ai familiari e ai numerosi amici, studenti e cittadini, erano presenti anche il vicesindaco di Modena, Gianpietro Cavazza, e il presidente del consiglio comunale di Carrara, Michele Palma. Tra le autorità gli ex sindaci di Pisa Marco Filippeschi e Paolo Fontanelli con il quale Bodei collaborò strettamente nel corso del suo mandato amministrativo . —
Sara Venchiarutti
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