Il Tirreno

Pisa

trasporti: il bando di gara 

«La Regione blocchi i trasferimenti finché non decide il Consiglio di Stato»

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PISA. «La Regione rispetta obblighi e tempi previsti dagli accordi». La Regione Toscana risponde alla Ctt Nord e alle aziende del consorzio Mobit (composto dai gestori del servizio di trasporto pubblico locale su gomma) che hanno puntato il dito contro il cronoprogramma che prevede il passaggio dei beni ad Autolinee Toscane, aggiudicataria provvisoria della gara per l’assegnazione del servizio ad un unico gestore, prima della sentenza del Consiglio di Stato che deve mettere la parola fine all’iter. «La Regione rispetta obblighi e tempi previsti negli accordi sottoscritti. Dunque, nessuna decisione arbitraria, ma solo rispetto dei patti», la risposta della Regione, contro la cui decisione il consiglio comunale ha approvato due ordini del giorno.

Uno presentato dalla seconda commissione (presidente l’esponente del Pd Olivia Picchi) e il secondo da tutte le forze politiche per chiedere alla giunta regionale «di provvedere al rinvio delle operazioni di trasferimento indicate nel cronoprogramma all’esito della pronuncia del Consiglio di Stato». Alla discussione nell’assemblea cittadina hanno partecipato anche Enrico Becattini (Direzione politiche mobilità e infrastrutture trasporto pubblico regionale), Elide Zambini (funzionaria della Regione per il trasporto pubblico) e il presidente della Ctt Nord Andrea Zavanella. «Questa vicenda - sottolinea il sindaco Michele Conti -, come altre gestite negli ultimi anni dalla Regione, ha preso una piega negativa ampiamente prevista. Il problema deve probabilmente essere ricercato in un’impostazione ideologica che la Regione e il governatore legittimano e praticano, quella di accentrare i servizi. Questo vale ancora di più per le aziende per la mobilità e le municipalizzate che dagli anni Ottanta hanno avuto una serie di problematiche organizzative e di bilancio spesso risolte attraverso risanamenti fatti sulle spalle dei lavoratori. Ora che eravamo arrivati ad ottenere aziende in grado di stare in piedi autonomamente, la Regione ha pensato di fare una gara che ha avuto una serie di criticità che non sono state affrontate con la giusta determinazione».

«La Regione - prosegue Conti - ha preferito restare in contenzioso per anni, per poi imporre ai presidenti delle aziende di consegnare le aziende stesse. Questa fretta di chiudere la gara immagino sia dettata dalla vicinanza delle elezioni regionali e forse il governatore ha pensato di dover portare a casa un risultato in ogni modo. Pisa non avrà problemi, ma penso ai piccoli paesi e al servizio pubblico per le scuole. Non possiamo fare molto, ma possiamo chiedere alla Regione di sospendere qualsiasi attività in attesa che i contenziosi siano definiti». —

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