Il Tirreno

Pisa

al cep 

A casa di Moira: «Va bene quello che ha detto il papà»

P.B.

Mamma e nonna in lacrime si chiudono nel loro dolore e non commentano la morte della giovane nell’ex fabbrica dopo una vita da ribelle

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pisa. «Va bene quello che ha detto il papà. Non c’è da aggiungere altro. Ora lasciateci in pace».

Al citofono di un palazzo nel quartiere del Cep, una voce femminile della famiglia di Moira Piermarini accoglie il cronista con fermezza e lo congeda con poche battute.

Il nome di Moira compare sulla targhetta del citofono insieme a quello della mamma Paola Salani e della nonna. I suoi punti di riferimento in una vita che lei stessa su Fb descriveva come sbagliata e fatta di incontri sbagliati.

Al Tirreno il papà, Lorenzo, ispettore di polizia in pensione dopo anni passati alla sezione antirapine della questura, ha raccontato di un rapporto che da complicato era diventato difficile fino ad esaurirsi del tutto con un ultimo definitivo litigio.

In alcuni post Moira rivendica la sua ribellione familiare e di sistema condividendo foto e messaggi contro la polizia.

Nel suo girovagare tra piazza Vettovaglie e la stazione e nell’accompagnarsi a chi quelle zone le bazzica da pusher o cliente, la giovane aveva trovato il suo mondo. Precario e infido, tra azzardi ed eccessi. Quello della droga era il principale.

«Nonostante avessi la consapevolezza della sua situazione, non ho mai smesso di sperare che potesse finirla di drogarsi per tornare sulla buona strada» ha detto al nostro giornale il papà con cui la giovane da tempo non aveva più rapporti sereni.

Da almeno una quindicina d’anni, all’epoca della separazione, era iniziato un distacco sempre più marcato. Fino a una rottura definitiva.

Lavoretti saltuari per mantenersi, il porto sicuro di mamma e nonna al Cep. E come “compagni” di viaggio gli stupefacenti in un’esistenza borderline. Qualche denuncia per detenzione e spaccio, diverse identificazioni in zona stazione da parte della Polfer.

Le giornate trascorse sotto i portici di viale Gramsci, le serate in piazza Vettovaglie con l’alcol a unire il gruppo di amici e amiche che da lunedì mattina piangono Moira e la sua voglia di essere diversa e libera in un modo che alla fine la sorte ha declinato in un epilogo tragico.

Dopo l’autopsia di venerdì, la salma sarà restituita ai familiari per l’ultimo saluto. —

P.B.



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