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in tribuna a viareggio quei rigori da incubo
Un pomeriggio al Torneo di Viareggio. Era il febbraio 1995. Appena dentro lo Stadio dei Pini, ecco avanzare con un sorriso una figura inconfondibile. Romeo Anconetani stringe un po’ di mani di tifosi, poi si avvicina e ci dice: «Guardiamo la partita insieme?». Con il collega Daniele Benvenuti non ci sembra vero quell’incontro casuale. Saliamo le scale della tribuna e ci sediamo tutti e tre a fianco.
La partita è Milan-Napoli. La società rossonera, con a capo Silvio Berlusconi, è stata la più vicina a Romeo dopo il crac del Pisa Sporting Club.
Siamo lì, un privilegio scambiare impressioni con il Presidentissimo, inarrivabile esperto di calcio. Anconetani dice la sua: prenderei questo oppure quell’altro. Idee in libertà sul calcio, sui ragazzi che sperano di sfondare. Tra una battuta e l’altra, una valutazione su questo e quel giocatore, il primo tempo trascorre velocemente.
Nell’intervallo cambia umore. Ci guarda, si aggrappa con le mani ai nostri giacconi. «Rocco e Rotella, Rocco e Rotella». Ripete di continuo. I suoi occhi si riempiono di amarezza. Era trascorso nemmeno un anno dal fallimento del suo Pisa. Rocco e il compianto Rotella avevano fallito i rigori nello spareggio di Salerno contro l’Acireale: due errori che decretarono la retrocessione dei nerazzurri, con la conseguenza, qualche settimana dopo, di far crollare definitivamente i già precari equilibri del club (e nessuno, nel calcio che conta di allora, mosse un dito).
«E ve le ricordate le vittorie in Mitropa Cup?», la ferita che si riapriva. «Presidente, guardiamo il secondo tempo». —
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