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immobili di lusso 

Palazzo Pilo Boyl nelle mani dei figli dell’ex presidente della Lucchese

Pietro Barghigiani
Palazzo Pilo Boyl nelle mani dei figli dell’ex presidente della Lucchese

È la famiglia Maestrelli la nuova proprietaria dell’edificio di lungarno Mediceo dove saranno realizzati alloggi di pregio

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PISA. Frutta e mattone. Con un esempio in casa che resta un faro per illuminare gli investimenti immobiliari che spaziano dalla provincia di Firenze alla Versilia con tappa all’Isola d’Elba. È la famiglia Maestrelli la nuova proprietaria di Palazzo Pilo Boyl. Il capostipite, Egiziano, empolese di nascita, è stato un personaggio da antologia nel segno dei self made man. Uno che aveva iniziato a raggranellare i primi soldi scaricando di notte le casse di frutta al mercato di Firenze arrivando poi a creare la catena di supermercati Superal (50 punti vendita) ceduta per una paccata di miliardi alla Pam nel 1999. Una liquidità messa a reddito con operazioni immobiliari andate sempre a segno. È morto nel febbraio 2018 a 79 anni il “presidentissimo”.

Un nome, quello di Maestrelli, con una storia d’amore e passione legata alla Lucchese di cui è stato presidente dal 1986 al 1999 in coppia con Aldo Grassi. Furono gli anni d’oro mai più sfiorati per il calcio a Lucca. Malato da tempo, la gestione delle imprese di famiglia era da tempo nelle mani dei tre figli: Riccardo, Elena e Giulio. Sono loro con la società Erremme Immobiliare Srl ad aver acquisto all’asta per circa 2 milioni di euro lo storico edificio, il cui valore al momento del primo incanto era stato fissato in 7 milioni. Le traversie finanziarie della precedente proprietà, la “Giovanni Tognozzi Spa”, avevano fatto precipitare le sorti del palazzo nelle pastoie delle procedure fallimentari. Anni di aste deserte e di deterioramento dell’immobile al quale si era interessato anche il costruttore Andrea Bulgarella.

La società vuole ristrutturare il palazzo destinandolo a residenziale di pregio. Con un limite rispetto al passato quando era possibile ricavare dalle volumetrie almeno 12-14 appartamenti. Le licenze nel frattempo sono scadute e le regole modificate. Ora non si va oltre 5 alloggi. La famiglia Maestrelli ha immobili di lusso, tra gli altri, a Sesto Fiorentino, Elba, Viareggio (Principe di Piemonte) e Forte dei Marmi (Hotel Villa Roma Imperiale). Palazzo Boyl in prospettiva entra a far parte dello scrigno in cui custodire l’ennesimo gioiello per residenze private e qualcosa di direzionale sul lungarno Mediceo.

La Erremme Immobiliare Srl ha un capitale sociale di 100mila euro con i tre fratelli soci in parti uguali (23.334 euro) e per 30mila euro figura la Pi.Da. Spa, società controllata sempre dai Maestrelli proprietaria, come punta di diamante, dell’albergo di Forte dei Marmi. L’amministratore unico è Alessandro Coppi, manager di fiducia della famiglia già impegnato su altri fronti societari, uno dei quali è la Fruttital di Firenze, Spa attiva nel commercio all’ingrosso di frutta. Il core business originario e mai abbandonato dai Maestrelli.

«Vogliamo dare il massimo prestigio alle unità immobiliari residenziali, senza snaturare l’edificio. L’obiettivo è ricavare dalla ristrutturazione appartamenti con ampi spazi corredati da posti auto ricavati al livello terreno, recuperare ed esaltare i tratti architettonici e gli affreschi che caratterizzano l’edificio e dare un senso di continuità al lungarno, dove Palazzo Boyl oggi risulta l’unico edificio in abbandono», ha anticipato al Tirreno David Della Maggiora dell’omonimo studio di progettazione con sede a Lucca e capogruppo del team di professionisti che si occuperà del recupero. La volontà è di aprire il cantiere il prossimo anno, ma di iniziare anche a restituire la bellezza del palazzo alla città con una serie di aperture al pubblico o potenziali acquirenti. Gente disposta a sborsare cifre importanti per vivere in appartamenti con pareti affrescate e vista sull’Arno. —

Pietro Barghigiani

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