Il Tirreno

Pisa

il caso della chiesa 

«Massima attenzione al cantiere di San Francesco»

C. V.
«Massima attenzione al cantiere di San Francesco»

Il sindaco Conti conferma l’intenzione di monitorare l’intervento che, dice, non avrà tempi brevi. Al momento non c’è una data di fine lavori

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pisa. «Ho avuto rassicurazioni dalla nuova sovrintendente che il monitoraggio dei lavori per la chiesa di San Francesco è continuo. Al tempo stesso però, si è avuto la conferma che gli stessi lavori saranno lunghi».

Lo ha detto al Tirreno il sindaco Michele Conti confermando purtroppo che non c’è ancora una data di fine restauro e di riapertura della chiesa sprangata dal 2016. «Siamo pronti ad emettere un’ordinanza che ristabilisca il decoro al cantiere sul retro della chiesa» continua il sindaco che fu tra i primi firmatari per il Fai de “I Luoghi del Cuore” a favore della chiesa. Il cantiere retrostante è stato il primo ad essere allestito ed oggi versa in condizioni pietose con erba alta, strumenti di lavoro abbandonati e rifiuti di ogni genere. E siamo in pieno centro storico. Conti dunque, dopo aver portato nel settembre scorso il sottosegretario ai Beni Culturali Lucia Borgonzoni dal soprintendente Andrea Muzzi per dar conferma dei quasi 6 milioni di euro stanziati dall’allora Governo, è deciso a mantenere alta l’attenzione sul bene monumentale: «Ho fatto presente alla sovrintendente quanto affetto e devozione nutra la popolazione per quella chiesa».

Gabriele Del Guerra, socio di Italia Nostra (e non presidente, ndr) nel lodare l’operato della Sovrintedenza «spesso lasciata sola e ad operare con pochi mezzi» ha avuto il merito, interpellato dal Tirreno, di porre l’attenzione come cittadino ed a nome della cittadinanza sulla possibile restituzione a Pisa delle due opere di Giotto e Cimabue ora conservate al Louvre. «Abbiamo studiato anche noi il caso delle restituzioni delle opere alla nostra città – interviene Stefano Ghilardi dell’associazione Amici di Pisa. Lo stesso Ghilardi aggiunge: «Visto che è troppo tempo che non si parla dei lavori alla chiesa, propongo l’iniziativa di creare un tavolo permanente che monitori l’avanzamento dei lavori e la presentazione del progetto vero e proprio del restauro. A questo tavolo invitiamo tutti: dall’amministrazione ad altre associazioni o comitati interessati a mantenere desta l’attenzione di questo nostro capolavoro che parla di pisanità». Un altro tema che rimane insoluto, è la ricollocazione nella chiesa del sepolcro dei Della Gherardesca che è smembrato nei suoi elementi maggiori tra Camposanto e Museo di San Matteo. «La sua ricollocazione potrebbe a nostro avviso completare il restauro della chiesa anche nel senso del recupero del significato storico della stessa» dicono da Italia Nostra. Gli Amici di Pisa concludono: «Anche lo smembramento di quel sepolcro testimonia come a volte, in passato, si siano fatte le cose con un po’ troppa superficialità». —

C. V.

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