Il Tirreno

Pisa

Rubano una borsa su un’auto in sosta mentre una telecamera li “osserva” - Video

Sabrina Chiellini
La telecamera ha ripreso i due ladri mentre saccheggiavano un’auto in sosta
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La telecamera ha ripreso i due ladri mentre saccheggiavano un’auto in sosta

La polizia arresta due stranieri con un ricco palmares di reati. Fondamentale la collaborazione di un cittadino 

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PISA. Danno l’assalto ad un’auto senza rendersi conto che a li sta “osservando” l’occhio vigile di una telecamera. E’ la storia di due ladri seriali, quelli che saccheggiano le auto in sosta. In città quasi ogni giorno si registrano raid del genere, spesso ai danni dei turisti che parcheggiano lungo le strade limitrofe a Piazza dei Miracoli. Stranieri lasciati in mutande, a volte anche senza passaporti, dopo i furti.. Questa volta a due stranieri – un tunisino e un marocchino, di 38 e 31 anni - è andata male. Sono stati identificati grazie alle immagini di una videocamera e arrestati dalla polizia che ieri mattina ha dato esecuzione, in città e a Cascina, a due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Tribunale di Pisa nei confronti dei due ladri, che hanno al loro attivo un ricco curriculum di reati sia in materia di furti che di spaccio di sostanze stupefacenti.

I due, che dal 2016 sono stati già denunciati complessivamente per una decina di furti commessi in vari luoghi del centro cittadino, il pomeriggio del 4 ottobre, sono nuovamente entrati in azione nella zona del quartiere di Porta a Mare. Mentre passavano il tempo in via Aldo Moro hanno iniziato a scrutare tutte le autovetture parcheggiate a bordo della strada, alla ricerca dell’obiettivo più appetibile. Arrivati all’altezza di una Fiat 500 hanno notato all’interno dell’abitacolo la presenza di una borsa griffata. L’occasione si presentava come ghiotta. Che fare? Avranno pensato, dando inizio al solito copione. Mentre uno si è messo a fare il palo, l’altro ha estratto un martello frangi-vetro ed ha danneggiato la vettura. Poi la fuga con la borsa griffata e con tutto quello che c’era dentro.

Il proprietario, tornato al veicolo dopo qualche ora, ha trovato i danni all’auto e denunciato il furto. Ha chiamato il 113, sul posto sono intervenute le Volanti e una pattuglia della Squadra Mobile.

Gli autori, al loro arrivo, si erano già dileguati, ma avevano lasciato dietro di sé un rilevante numero di indizi. Infatti, gli investigatori della Squadra Mobile, diretti dal Commissario capo Fabrizio Valerio Nocita, hanno notato la presenza di una telecamera non molto visibile, che inquadrava proprio il luogo del raid. Il “Grande fratello” aveva fatto il suo dovere: analizzando le immagini, è stato verificato come la scena del furto fosse stata immortalata nei dettagli. I due uomini, dei quali non sono state fornite le generalità, sono stati riconosciuti dai poliziotti, dai loro tratti somatici e dall’abbigliamento, «anche in ragioni di analoghi precedenti commessi anche di recente», è stato spiegato. Inoltre, mentre la polizia era presente sul luogo dell’evento, si è fatto avanti un automobilista: ha raccontato agli investigatori una scena che lo aveva colpito. Un’ora prima, poco prima di rientrare a casa dal lavoro aveva notato, passando da via Aurelia, un uomo con in mano una borsa femminile ed era con un altro uomo. La circostanza lo aveva insospettito. Perciò, una volta ripassato dalla stessa via, notata la presenza della polizia, si era avvicinato a riferire la preziosa informazione. Il senso civico del cittadino ha aiutato a chiudere il cerchio delle indagini. Il passo successivo è stato quello di mostrargli alcune foto e l’uomo ha riconosciuto i ladri. Raccolti gli indizi, i poliziotti hanno trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica di Pisa, che ha richiesto al giudice delle indagini preliminari la misura della custodia cautelare in carcere per i due magrebini. Il giudice, valutata la recidiva specifica e il pericolo che potessero commettere reati della stessa indole, ha disposto per i due malviventi la custodia cautelare in carcere. Ieri, gli uomini della Squadra Mobile sono andati ad arrestare i due. Ora sono in carcere. —

 

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