Italia
Stazione Leopolda, azzerati i contributi Il Comune di Pisa conferma: ospiterà il mercato
Saldati i debiti dalle associazioni che gestiscono la struttura: "Ma ora dobbiamo sostenere da soli il canone di 103mila euro"
PISA. La Stazione Leopolda a Pisa dovrà andare avanti con le sue sole forze fino alla scadenza della concessione (prevista alla fine del 2021), quando la giunta Conti vorrebbe concretizzare l’idea di riportare nella stazione ottocentesca di piazza Guerrazzi il mercato ortofrutticolo. Una prospettiva che è stata ribadita anche nel recente incontro che si è tenuto a Palazzo Gambacorti con i rappresentanti della Leopolda. L’altra novità è l’azzeramento del contributo annuale (circa 80mila euro) erogato alle associazioni fino al 2018. Una conferma di quanto già emerso: nessun sostegno.
Debiti azzerati. La Leopolda è da poco uscita da una situazione molto difficile, riuscendo, grazie ad una campagna di raccolta fondi straordinariamente efficace, ad azzerare i debiti verso il Comune. Il quale un mese fa ha notificato l’avvenuta compensazione del contributo 2018 con il canone residuo. Si è chiuso così il capitolo del debito pregresso causato dal mancato stanziamento del contributo comunale per l’annualità 2014: nelle casse comunali, le associazioni hanno versato un totale 140.319,73 euro tra affitti e tassa rifiuti. La Leopolda ha dunque completato il saldo di quanto dovuto.
Azzerato anche il contributo. Lo scorso 3 ottobre si è svolto un incontro tra il sindaco Michele Conti, la vicesindaco Raffaella Bonsangue, l’assessore alla cultura Pierpaolo Magnani e due rappresentanti della Leopolda (Federica Martiny e Beniamino Masi). È stato il primo appuntamento dopo la richiesta del febbraio scorso di saldare i canoni arretrati. È stato in quell’occasione che il Comune ha comunicato che non intende accordare alla Leopolda alcun contributo per il 2019.
Il canone rimane. Dunque, stop ai contributi. Ma il canone di affitto «rimane - dicono le associazioni - ed è molto oneroso, quasi il doppio di quello richiesto per l’Arena Garibaldi» (65mila euro). Il canone richiesto alle associazioni deriva da una valutazione della Direzione Patrimonio, che equipara la Leopolda ad un centro commerciale «non tenendo conto - sottolineano - dell’effettiva consistenza dei locali e del carattere delle attività svolte, senza contare che la mancanza di un sistema di condizionamento rende il salone storico inutilizzabile per quattro mesi l’anno». Le associazioni devono sostenere i costi di gestione (utenze, manutenzioni, pulizie, portierato) e riconoscere al Comune l’utilizzo gratuito degli ambienti.
Il mercato e l'alternativa Sms. Durante quell’incontro gli amministratori hanno rilanciato l’idea di trasformare la Stazione Leopolda in mercato ortofrutticolo. Peraltro, di recente il sindaco ha partecipato in Corte Sanac all’inaugurazione del mercato coperto di Campagna Amica. In quell’occasione i vertici di Coldiretti dichiararono: «Per il futuro contiamo di avvicinarci ai clienti, magari con un’ulteriore soluzione più nel centro della città». In molti hanno percepito un riferimento proprio alla Leopolda. L’alternativa per il Comune è confermata nell’Sms alle Piagge, in pratica trasformato in un contenitore dotato di pareti mobili dove ospitare le sedi delle associazioni, che dovrebbero corrispondere un affitto.
Una valutazione legale. Ora le associazioni devono decidere come affrontare il canone 2019. È in corso una valutazione legale sui contenuti dell’accordo con il Comune che prevedeva un contributo annuale per rendere sostenibile il canone concessorio (che è di circa 103mila euro). Senza dimenticare che nell’ultima versione del piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari è stata inserita per la prima volta la Leopolda, classificata come non legata alle funzioni comunali. Valore stimato della struttura principale 2 milioni e 598mila euro. Una scelta che per le associazioni significa «non considerare le attività culturali e sociali un settore di pubblica utilità. Colpisce inoltre il valore così contenuto della stima, inferiore alla metà dei soli lavori di restauro sostenuti dal Comune», che utilizzò ingenti fondi europei. «Sembra che la Leopolda sia un problema - è la posizione delle associazioni -. Sarebbe forse più utile cercare di capire come usare i tanti edifici comunali semi abbandonati. Se tutti gli spazi non utilizzati fossero resi disponibili ci sarebbe posto per realizzare un mercato, ricavare ulteriori spazi per le associazioni e, volendo, anche immaginare qualcosa di nuovo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
