Il Tirreno

Pisa

La lite a scuola con una insegnante 

«Per non reagire alle minacce mia figlia si è ferita alla mano»

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PISA. Per non reagire alle parole di minaccia di una insegnante che l’avrebbe verbalmente aggredita, una studentessa di 17 anni, che frequenta una scuola superiore di Pisa, ha reagito sferrando un pugno contro una parete della palestra. La giovane, residente a Cascina, si è ferita ad una mano. È stata poi accompagnata al pronto soccorso e i medici le hanno riscontrato traumi guaribili in cinque giorni. A raccontare l’episodio è la madre della studentessa che già si è rivolta al dirigente scolastico, chiedendogli di accertare quanto è avvenuto e di prendere i necessari provvedimenti, è sta pensando di denunciare la professoressa.

La 17enne è invalida civile e l’insegnante, stando al racconto della madre, avrebbe l’abitudine di mettere in dubbio l’invalidità della studentessa. «Per me sarebbe meglio stare in galera che qui...», avrebbe detto la prof. rivolgendosi alla 17enne che era insieme ad alcuni compagni di classe. Una frase che non è stata gradita dalla studentessa che avrebbe richiamato la docente e ritirare quelle parole. Ne sarebbe seguita una discussione dai contenuti abbastanza pesanti, difficile da accettare, soprattutto in un ambiente scolastico e quindi in un contesto educativo.

«Mia figlia è stata minacciata. L’insegnante non solo ha messo in discussione le sue condizioni di salute ma le è andata contro, con un atteggiamento di provocazione che non può passare sotto silenzio».

L’episodio è avvenuto nei giorni scorsi e, almeno all’interno della classe, ha suscitato mille polemiche. «È la frase “ti vengo a cercare sotto casa” che mi lascia davvero perplessa – aggiunge la madre – che cosa significa? Come è mai possibile? Al preside ho chiesto di accertare la verità.

Il dirigente scolastico, da noi interpellato, conferma di essere venuto a conoscenza dell’episodio e di essersi attivato affinché si possa accertare cosa è successo e se ci sono state responsabilità. Come primo passo ha chiesto ai ragazzi, pronti a testimoniare in favore della loro compagna di scuola, di scrivere nero su bianco quello che è successo in palestra, la settimana scorsa.

Successivamente valuterà se ci sono gli estremi per un procedimento disciplinare nei confronti della docente o per richiedere una valutazione del contesto in cui la lite è avvenuta anche per capire se la professoressa ha agito in una condizione di forte stress.

«Mia figlia per non reagire alle parole della sua insegnante si è ferita. Aveva un dolore alle nocche della mano, è stata accompagnata al pronto soccorso. Non è la prima volta che la stessa docente si comporta in maniera sopra le righe. Per questo ho deciso di rendere pubblica la situazione e di fare intervenire il dirigente della scuola. Perché non deve succedere un’altra volta», spiega la madre. —

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