Il Tirreno

Pisa

«Noi donne non siamo “pari” E la nostra è una vita in salita»

Paola Viegi Gruppo Consiliare Progetto Cascina PSI PSE

L’intervento della consigliera comunale di Cascina Paola Viegi che presenterà sul tema un ordine del giorno in consiglio comunale 

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la lettera

Non voglio scrivere delle conquiste di noi donne nell’ultimo secolo, vorrei invece riflettere su come, anziché in ascesa, le donne oggi si trovino sempre più in salita.

È lontano il tempo delle rivendicazioni, quando si scendeva in piazza per chiedere diritti e pari opportunità.

Oggi, a distanza di quasi vent’anni dall’Odissea 2001, lo scenario che ci appare è ben diverso da quanto le nostre nonne e mamme chiedevano.

Nella mia ormai ultradecennale esperienza di vita nel sociale, sto assistendo ad una impennata delle difficoltà, la società italiana, il settore lavorativo pubblico e privato, corrono insieme e sempre di più verso logiche di profitto, e di raggiungimento di obiettivi, di efficienza, implacabili, e senza possibilità di replica.

Ho deciso di scrivere dopo l’ennesimo sfogo di una mamma di tre figli con il marito poco più che quarantenne che si è trovato all’improvviso senza lavoro (era dipendente-laureato, in una delle tante società pubbliche che, in virtù di una scellerata riforma degli enti locali è stata sciolta, accorpata ad un’istituzione sovraordinata e in tutta questa operazione ha messo a casa 10 persone, 10 padri e madri di famiglia).

Direte che sono mai 10 disoccupati di fronte alla miriade di giovani e non più giovani senza lavoro?

Non è così, la sofferenza è tanta e chi ne fa le spese sono soprattutto le donne, le mamme di oggi.

Siamo mostruosamente indietro rispetto alla possibilità di far conciliare a queste donne la vita lavorativa con quella familiare, rispetto all’Europa che conta perché valorizza le donne.

Noi siamo indietro sulle pari opportunità: noi donne non siamo affatto pari rispetto agli uomini, con stipendi più bassi e in bilico quando per maternità o problemi di salute, ci troviamo a stare a casa per accudire ed accudirsi. Per non parlare poi della questione “Pensione” , che molte di noi vedono come un miraggio, e parlo di donne che sono nella fascia di età 55/65 usurate dal tempo, dalla stanchezza e dalla salute sempre più fragile.

Vorrei poter far qualcosa nel mio piccolo, e spingere tutti ad un esame di coscienza. Possibile che non si riesca a migliorare la nostra condizione? È così difficile concretizzare politiche di vero sostegno a noi “donne in salita” , politiche che che vadano oltre la propaganda? Non voglio fermarmi al solo appello, presto presenterò un ordine del giorno in consiglio comunale che suggerirà azioni concrete di conciliazione e di valorizzazione della donna. Sento il dovere di farlo da donna per tutte le donne in salita come me.

Paola Viegi

Gruppo Consiliare

Progetto Cascina PSI PSE



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