Italia
Addio Gemma, simbolo della lotta contro la malattia La sua storia in un libro
pisa. Il coraggio di non rassegnarsi alla malattia non è bastato. Una lotta impari durate anni e poi la notizia allontanata dalla mente con la forza della speranza è arrivata come un tornado.
Gemma Lorenzoni, 15 anni, studentessa, di Porta a Lucca, ha dovuto arrendersi a un destino che era arrivato quattro anni fa a bussare alla porta della sua esistenza fino a quel momento spensierata. Ieri pomeriggio l’ultimo saluto nella chiesa di Santo Stefano con il funerale concelebrato da don Federico e don Carlo.
«Ora è necessario stare vicino ai genitori» hanno detto i parroci che conoscono la famiglia Lorenzoni come una presenza regolare nell’attività della parrocchia frequentata al catechismo dal fratello minore di Gemma.
Centinaia di persone si sono strette attorno ai genitori, travolti da un dolore che non ha classifiche di intensità. Dopo la cerimonia la salma è stata tumulata nel cimitero di via Pietrasantina.
La sorte avversa aveva costretto Gemma a conoscere gli ospedali a un’età in cui si dovrebbe pensare a tutt’altro. È un graffio al cuore vedere dei bambini nel reparto di oncoematologia del Santa Chiara di Pisa. Gemma era tra questi. La sua esperienza personale era finita anche in un libro “Non sono d’accordo! Adolescenti in corsia” e lei stessa nel marzo scorso era stata a Vada a presentarlo in compagnia dell’autrice, Valentina Corsini, psicologa del reparto di Oncoematologia pediatrica di Pisa. Un manuale con le varie fasi pratiche ed emotive che si possono attraversare lungo un cammino di dolore e aspettative in terapie che non sempre evitano lo strazio di un addio. Come quello della piccola Gemma. — P.B.
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