Assolta dall’accusa di minacce all’ex marito maresciallo dell’esercito
PISA. Assolta perché il fatto non sussiste una 62enne, ex moglie di un maresciallo dell’esercito, finita a giudizio per minacce e porto abusivo di arma dopo la denuncia dell’allora marito.
Il pm aveva chiesto una condanna a 3 anni e 2 mesi. Il giudice Susanna Messina ha, invece, accolto la tesi del difensore, l’avvocato Carlo Porcaro D’Ambrosio.
L’imputata di ieri a fine mese sarà la parte offesa in un procedimento davanti al gip dove l’ex marito è accusato di calunnia.
Un ribaltamento dei ruoli con la donna che ora accusa l’ex di averla calunniata inventandosi reati a carico di quella che era stata sua moglie e che ieri ha ottenuto un’assoluzione piena.
Due approdi in Tribunale come sintesi di una guerra tra separati combattuta a colpi di querele.
Lui, sottufficiale dell’esercito in una caserma cittadina, aveva denunciato la moglie di averlo minacciato in auto in via Nicola Pisano puntandogli una pistola all’addome durante uno dei tanti litigi che aveva accompagnato la fine del matrimonio.
Lei lo aveva querelato per calunnia. La donna ha un porto d’armi per uso sportivo.
Nel processo il maresciallo era assistito come parte civile dall’avvocato Beatrice Vestri.
Il pm onorario Samantha Lotti al termine della sua requisitoria aveva chiesto una condanna a 3 anni e 2 mesi.
Il giudice con la formula di assoluzione perché il fatto non sussiste ha ritenuto di non credere alle accuse del sottufficiale. Trenta giorni per il deposito delle motivazioni. —
P.B.
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