Il Tirreno

Pisa

raid nella notte  

Colpo nella carrozzeria via computer e attrezzi per almeno 15mila euro

Pietro Barghigiani
Colpo nella carrozzeria via computer e attrezzi per almeno 15mila euro

I ladri sono entrati nell’azienda di Marchetti dopo aver fatto scattare l’allarme e aver atteso il sopralluogo della vigilanza

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san giuliano. Prima hanno fatto scattare l’allarme restando nascosti in attesa dell’arrivo della vigilanza privata. Quando gli agenti dell’istituto si sono presentati al civico 80 di via Puccini hanno fatto un giro intorno alla carrozzeria senza riscontrare effrazioni evidenti a porte e finestre. Una telefonata per rassicurare il titolare che era tutto a posto. E i ladri, dopo aver aspettato qualche minuto di calma apparente, hanno avuto campo libero per entrare nella carrozzeria di Nicola Marchetti a Ghezzano. Un colpo che ha fruttato ai banditi dai 10mila ai 15mila euro di bottino.

«È successo tutto intorno alle 2 - spiega il titolare dell’attività inaugurata nel settembre 2018 e che per la prima volta si trova nel ruolo di derubato –. Dalla centrale dell’istituto di vigilanza sono stato svegliato per informarmi dell’allarme perimetrale scattato in piena notte. Abbiamo le telecamere e siamo collegati con il servizio antifurto. L’allarme è scattato alla porta anteriore allarme. Dalle telecamere non si vedeva nulla di strano. Mi hanno detto che avrebbero monitorato la cosa. Mi sono tranquillizzato. E, invece, stamani (ieri, ndr) ho trovato la sorpresa».

Dopo aver forzato una finestra del capannone e aver fatto scattare l’allarme rimuovendo un sensore con fotocamera, i ladri hanno aspettato che la vigilanza privata controllasse attraverso i video e sul posto la situazione e poi si sono mossi. Sono entrati dalla finestra danneggiata e, una volta dentro la carrozzeria, si sono diretti negli uffici aprendo cassetti e creando disordine alla ricerca di soldi che non hanno trovato perché il titolare non lascia per abitudine somme di denaro nell’ufficio. Allora si sono orientati sul materiale buono da rivendere nel giro della ricettazione.

«Si sono presi varie attrezzature – riprende Marchetti –. Tutta roba leggera da passare attraverso la finestra. Vado a memoria perché l’inventario è ancora in corso. Nella refurtiva ci sono computer per diagnosi, pistole per verniciare, materiale idraulico. A occhio e croce il danno presunto va dai 10mila euro 15mila euro. Meno male è tutto coperto da assicurazione. Intanto, quell’attrezzatura mi manca e la devo, comunque, ricomprare». —

Pietro Barghigiani

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