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Il caso di Marica «Aiutata anche senza requisiti»
PISA. Sul caso riportato da Il Tirreno circa la situazione della signora, che continueremo a chiamare Marica, e dei suoi tre figli minori il Comune segnala «che il nucleo familiare, residente a Pisa da fine 2010, è stato collocato in due affittacamere a carico del Servizio Sociale, in seguito all’esecuzione dello sfratto per morosità avvenuto nell’agosto del 2018. Il cambio di affittacamere avvenuto è stato motivato dall’opportunità di far coabitare situazioni familiari con caratteristiche simili».
«Ad oggi - spiega l’assessore alle politiche sociali Gianna Gambaccini - per questa famiglia sono stati spesi 5.566 euro per l’albergazione, ancora in corso. Data la situazione di fragilità della famiglia, l’intervento è stato attivato in deroga all’attuale regolamento di Emergenza Abitativa, proprio per non lasciare la famiglia da sola. Il nucleo familiare aveva presentato domanda per partecipare al Bando Erp nel 2016, ma era stata escluso, così come il successivo ricorso del 2017 non accolto, per mancanza dei requisiti, nel caso specifico per la mancanza di permesso di soggiorno almeno biennale, alla data di pubblicazione del bando. Un requisito stabilito per legge che non offre margine di interpretabilità».
«A parte il caso in questione, se il Comune deve spesso ricorrere all’albergazione per dare una soluzione alle famiglie bisognose - conclude Gambaccini - è perché attualmente mancano gli alloggi popolari, di cui il 35% viene destinato all’Emergenza Abitativa. Su questo fronte non accettiamo lezioni da nessuno: su precisa volontà del sindaco Conti, nel mese di luglio abbiamo stanziato quasi due milioni di euro per ristrutturare 96 alloggi vuoti e inutilizzati (per altri 57 siamo in attesa di finanziamenti ministeriali), perché abbiamo ereditato dalla precedente amministrazione una situazione drammatica di penuria di alloggi. Abbiamo trovato complessivamente 150 appartamenti da ristrutturare e per questo lasciati inutilizzati da molti anni. Questo spiega le assegnazioni con il contagocce e le albergazioni che si protraggono oltre al limite stabilito, che non sono certo fatte per spendere i soldi dei contribuenti, ma per non lasciare gente bisognosa senza un tetto. Proprio in questi giorni stiamo predisponendo i bandi per affidare i lavori di ristrutturazione dei primi alloggi vuoti, che partiranno a gennaio 2020, mentre già a fine 2019 saranno pronti 32 appartamenti ristrutturati, da assegnare in base alla graduatoria». —
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