Meteo
«L’obiettivo è una città a emissioni zero nel 2030»
Bruno Fracasso indica i prossimi obiettivi che vuole raggiungere il movimento che venerdì scorso ha portato in strada oltre 5mila persone per l’ambiente
PISA. È stato un messaggio forte quello lanciato dal terzo sciopero globale in difesa del clima con oltre 5.000 persone in piazza solo a Pisa. Studenti, ma anche cittadini e associazioni, hanno chiesto risposte concrete alla politica di fronte a un’emergenza climatica senza precedenti. Ma quanto è stato fatto, e quanto ancora resta da fare? Ne parla Bruno Fracasso, membro del Fridays For Future di Pisa.
Quali sono i punti principali del vostro piano futuro?
«Il primo punto è la dichiarazione di emergenza climatica, il secondo l’azzeramento di emissioni di gas serra entro il 2030 e in generale il rispetto di piani già approvati in passato dal consiglio comunale. Un esempio è “Il patto dei sindaci”, che ha coinvolto i Comuni per lo sviluppo di un piano d’azione per l’energia sostenibile (Paes) da aggiornare per rispettare gli accordi di Parigi».
Su cosa state già lavorando e qual è la situazione?
«Stiamo raccogliendo le firme per proporre in consiglio comunale una mozione di dichiarazione di emergenza climatica. È il primo passo per sviluppare un piano di riduzione delle emissioni di gas serra fino all’azzeramento. C’è anche la proposta di “Una città in Comune”, che indica più nel concreto le misure da adottare. Dall’amministrazione sono state fatte alcune iniziative positive, come l’aumento di bici CicloPi, ma che ancora non hanno un grande impatto sulle emissioni di gas serra. Ci fa piacere che il sindaco si sia disponibile a parlare di cosa sta facendo, ma siamo lontani dall’ottenere degli obiettivi più grandi, come i piani di de-carbonizzazione».
Cosa comporterebbe il piano di emergenza climatica?
«Sarebbe un forte segnale per la cittadinanza e un impegno preso dall’amministrazione nei confronti di tutti. Un primo passo verso gli obiettivi di de-carbonizzazione che già altre città, come Lucca, si sono prefissati. Sono poi necessari progetti di ricerca per l’energia sostenibile, possibili grazie ai tecnici e agli esperti del nostro gruppo e del Comune».
Su quali settori bisognerebbe agire maggiormente?
«Mesi fa, con un team di esperti, abbiamo realizzato uno studio per vedere quali fossero a Pisa i settori in cui ci sono le maggiori emissioni. È emerso che i riscaldamenti sono la fonte principale, ed è qui che bisognerà intervenire».
Potrebbe giovare un aumento dei pannelli solari?
«Per Pisa bisogna tenere conto di vari problemi, visto che i pannelli non possono essere installati per questioni storico-artistiche. Tuttavia noi chiediamo che vengano applicati dove possibile».
Cosa pensate dei progetti sulla riduzione del consumo di plastica e sull’incremento delle aree verdi?
«Per le aree verdi Pisa non è messa male. Il progetto “Spiagge pulite” è bello, ma non ha un grande impatto sulle emissioni di gas serra. La produzione di plastica ha una percentuale di emissione di sostanze nocive importante, ma bisognerebbe intervenire alla radice. Certe misure sono utili più per ridurre i rifiuti che si trovano soprattutto in spiaggia».
Per quanto riguarda il settore dei trasporti?
«L’incremento di bike sharing è un fatto positivo, ma sarebbero necessari anche incentivi per le categorie che utilizzano maggiormente i mezzi pubblici. Negli ultimi mesi a Pisa è aumentato il costo dei trasporti pubblici, mentre altre amministrazioni avevano previsto, almeno per gli studenti, grosse riduzioni. Se le azioni individuali contano, non sempre l’impegno per l’ambiente è possibile per varie categorie di persone. Per questo è fondamentale incentivare le azioni ecosostenibili». –
Sara Venchiarutti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
