Il Tirreno

Pisa

iniziato il processo “golden daytona” 

Gioielli spariti e ricettati quindici derubati in aula

P.B.

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pisa. Primi testi dell’accusa nel processo per chi ha scelto il rito ordinario dell’inchiesta “Golden Daytona” su un giro di furti con successivo smercio dell’oro attraverso i canali della ricettazione nelle gioiellerie. Cinque testimoni indicata dalla Procura hanno riferito delle indagini che in udienza preliminare si sono risolte in tre condanne e due patteggiamenti tra autori dei furti e orefici che compravano l’oro rubato.

Tre i rinviati a giudizio: Francesco Anaclerio, 47 anni, di Pisa e Serena Ceccarelli, 49 anni, di Pisa, difesi dall’avvocato Roberto Cavani a loro viene contestato un solo episodio di vendita di pochi grammi d’oro; Vincenzo Celentano, 57 anni, di Pontedera, titolare del “Laboratorio orafo”, difeso dall’avvocato Gino Doveri. Giudice Paola Giovannelli e pm onorario Vincenzo Molinaro.

Nella prossima udienza saranno sentiti 15 parti offese, gente a cui rubarono in casa monili poi rivenduti alle gioiellerie.

Quella che per la Cassazione era la vera attività di Celentano, la ricettazione coperta dal paravento del negozio a Pontedera, nei capi d’accusa trova sostanza nella lista dei raid partorita nel corso delle indagini dei carabinieri. Per la Procura ha ricevuto fino al dicembre 2015 almeno 4,1 kg d’oro rubato in una sessantina di furti in casa. Sono 79 le persone derubate che solo in parte sono riuscite a recuperare i gioielli che nel corso degli anni si sono volatilizzati dalle camere da letto o dalle casseforti violate dai ladri. I colpi sono avvenuti in mezza Toscana con una prevalenza sulla costa tirrenica e la provincia pisana con episodi anche in Valdinievole. —

P.B.

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