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Mozione di sfiducia respinta Gennai resta presidente

Mozione di sfiducia respinta Gennai resta presidente

Ma è battaglia politica. Ziello (Lega) attacca Pizzanelli: il Pd lo avvicenderà presto La controreplica: ora lo salvano, poi lo cambieranno come hanno fatto con Buscemi

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PISA. Respinta la mozione di sfiducia nei confronti del presidente del consiglio comunale Alessandro Gennai (Lega). L’assemblea di Palazzo Gambacorti si è espressa, a voto segreto, con 21 no e 10 sì. Fino alla conclusione delle procedure di voto, la seduta è stata presieduta dalla vicepresidente Benedetta Di Gaddo (Pd). La mozione di sfiducia era stata presentata da tutte le opposizioni in consiglio comunale (Pd, M5S e Diritti in comune) ad eccezione di “Patto Civico”. Tra le critiche mosse a Gennai, quella di «non aver mai gestito l’aula consiliare con alcuna autorevolezza caratterizzandosi invece per una gestione corrente dei lavori del consiglio comunale costantemente confusa, a tratti imbarazzante, costellata di continui e macroscopici errori procedurali. Inoltre, attaccano le opposizioni, «il presidente, riguardo all’organizzazione dei lavori del consiglio comunale, ha scelto sempre di votare a favore delle opzioni della maggioranza anche in quelle occasioni in cui una sua astensione sarebbe stata doverosa a dimostrazione della sua imparzialità».

Per Francesco Auletta (Diritti in comune) «si tratta di una vittoria di Pirro per la maggioranza che, come nel caso della sfiducia a Buscemi, boccia oggi per poi cambiare a breve a fronte di una situazione ormai insostenibile e indifendibile». La scrutatrice della minoranza, Olivia Picchi (Pd), ha fatto mettere a verbale che sulle schede dei no erano riconoscibili segni riconducibili alle forze politiche di maggioranza.

«Schiacciati i capricci dell’opposizione», così il segretario comunale, Edoardo Ziello, e il capogruppo della Lega, Alessandro Bargagna. «La maggioranza, a differenza delle improvvide e scomposte previsioni dei presentatori della mozione, si è dimostrata compatta e unita, respingendo tale mezzuccio politico e schiacciando i capricci di un’opposizione che, carente di contenuti, non fa altro che avviare delle sterili campagne di odio personali».

A finire nel mirino della Lega è soprattutto il capogruppo del Pd, Giuliano Pizzanelli, che i rappresentanti del Carroccio definiscono «sempre più isolato dal suo partito, non per niente si fanno sempre più insistenti le voci di un suo imminente avvicendamento, sia per la sua evidente incapacità gestionale del gruppo oltreché per le sue innumerevoli gaffe con le autorità civili della città, come quella collezionata con il prefetto di Pisa su una presunta illegittimità di una commissione consiliare, giudicata poi dal rappresentante del governo locale come pienamente legittima».

Ziello e Bargagna aggiungono: «La maggioranza è salda ed i 21 voti dei consiglieri rappresentano un macigno insormontabile per chi ha cercato soltanto di creare scompiglio e rallentare i lavori del consiglio comunale con becere urla ed atti totalmente lontani dall’interesse della città. Infine è stato veramente vergognoso sentire apostrofare il presidente del consiglio comunale, Alessandro Gennai, stimato chirurgo e luminare dell’endoscopia diagnostica operativa delle vie digestive superiori, come un incompetente, ovvero inadatto al ruolo da chi ancora non ha capito come funziona la complessa macchina amministrativa del Comune». —

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