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la manifestazione 

Studenti, bambini e intere famiglie in corteo contro i miasmi a San Piero

Dontella Lascar
Studenti, bambini e intere famiglie in corteo contro i miasmi a San Piero

Il portavoce della mobilitazione: «A prescindere dalle analisi dell’Arpat non vogliamo che arrivino altri carichi di fanghi»

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Una mobilitazione senza precedenti quella di ieri mattina a San Piero davanti all’ingresso della tenuta agricola Castagnolo di Federico Santini. Striscioni, cartelli con su scritto “Fermiamo i miasmi” portati da bambini e ragazzini delle scuole del posto. Presente anche una delegazione del Pisa Calcio.

Hanno risposto circa in 400 all’appello lanciato dal comitato “Comunità di San Piero a Grado” a manifestare contro i miasmi che ormai da giorni infestano l’aria di San Piero e La Vettola e che si levano dai campi e dalle vasche di stoccaggio della tenuta agricola Castagnolo a causa dei fanghi di depurazione e gessi di defecazione usati come fertilizzanti. In tanti sono arrivati con le mascherine al collo. Nei giorni scorsi, un’ordinanza del sindaco Michele Conti ha sospeso l’attività di stoccaggio in attesa dei risultati delle analisi ambientali e molecolari effettuate da Arpat previsti per il 3 e il 10 ottobre. L’avvocato Gino Mannocci di “Pisa nel Cuore”, in rappresentanza delle istituzioni, ha dichiarato che l’amministrazione sarà presente e non lascerà sola la comunità. E fino a quando non cambierà la normativa vigente, l’unico concetto su cui poter fare leva è quello della intollerabilità.

«Chi ha creato il problema deve risolverlo. - Così ha esordito il presidente del Parco Giovanni Maffei Cardellini che è intervenuto alla manifestazione -. Come Parco abbiamo fatto ciò che era in nostro potere, presentando una denuncia alle autorità competenti e attendiamo i risultati delle analisi Arpat per prendere ulteriori provvedimenti. Siamo il Parco delle comunità ed è giusto che le comunità come quella di San Piero siano parte attiva nel Parco». Il vicepresidente del Parco Maurizio Bandecchi, ha aggiunto che servono pratiche agricole che migliorano la qualità dei suoli e dei prodotti, perché è in gioco sia la salute degli abitanti sia la salute di chi consuma i prodotti che vengono coltivati. «Vogliamo coinvolgere gli operatori del territorio con l'obiettivo di creare nuove regole condivise per un'agricoltura di qualità. Il metodo che seguiamo come Parco – conclude Bandecchi -, è quello del consenso e della condivisione e non solo delle imposizioni e dei vincoli». E in merito alla salute dei cittadini, si registrano dagli 80 ai 90 referti dell’ospedale per irritazione agli occhi e alla gola, senza contare il fatto che persone che proprio per salute dovrebbero uscire, sono costrette invece a rimanere in casa e a non aprire le finestre per via dei miasmi. Anche l’economia di tutta la zona ne ha risentito. Bar e ristoranti si sono visti crollare il lavoro. Il consigliere regionale Antonio Mazzeo (Pd), intervenuto anche lui alla manifestazione, ha annunciato che insieme alla consigliera regionale Irene Galletti (M5s) farà un’interpellanza regionale e ha individuato in una Legge Regionale la possibilità di qualificare la nostra agricoltura.

«Lo scopo di questa mobilitazione – ha affermato Bernardo Lelli del direttivo del comitato di San Piero e uno degli organizzatori della manifestazione –, era di rendere ancora più evidente il problema. E anche se per caso Arpat non trovasse nulla nelle analisi, quelle roba lì qui non ci deve più venire».

Il consigliere comunale Gabriele Amore (M5s), residente nella zona, ha invitato tutti a non mollare. —



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