Il Tirreno

Pisa

il raid del 9 febbraio 2018 

Quei colpi esplosi contro quattro amici seduti fuori dal bar

P.B.

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pisa. Con le sparatorie il Cep ha una memoria da passato prossimo.

Era la mattina del 9 febbraio 2018 quando Patrizio Giovanni Iacono, 23 anni, di Alghero, esplose con due pistole, in momenti distinti, diversi colpi contro quattro amici che fuori dal bar La Caffetteria Tirreno in viale Michelangelo lo avevano rimproverato per i suoi ennesimi eccessi con la moto lungo la strada che attraversa il quartiere popolare.

Per quel raid da Far West a maggio Iacono è stato condannato a 15 anni, 9 mesi e 10 giorni di reclusione.

Un cumulo che mette insieme il tentato omicidio nei confronti di due persone, le lesioni aggravate per altre due, il porto abusivo di arma, la detenzione illegale di armi e l’evasione.

Il suo legale, l’avvocato Giuseppe Carvelli, ha presentato appello e nel 2020 dovrebbe tenersi l’udienza a Firenze.

L’episodio di ieri mattina è avvenuto a poche decine di metri in linea d’aria con il raid compiuto da Iacono («volevo solo ferirli, non ucciderli») nel febbraio 2018 alla Caffetteria Tirreno.

Una vicinanza di luogo che non ha avuto per tempi ed epilogo lo stesso impatto emotivo che ebbe l’assalto del giovane sardo, catturato dalla polizia alle dieci di sera dopo una caccia all’uomo durata oltre dieci ore tra posti di blocco e traffico interrotto in centro. —

P.B.

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