L’esercito dei precari a caccia di un posto da supplenti a scuola (anche per poche ore)
Alla Leopolda oltre 5.000 aspiranti docenti in corsa per coprire le 1.500 cattedre vacanti in tutta la provincia
pisa. Sul maxischermo scorrono i nominativi di centinaia di aspiranti insegnanti. Accanto il punteggio accumulato in anni di precariato. Il lungo elenco è intervallato dalla proiezione delle cattedre ancora vacanti. Posti “interi” o spezzettati. Dieci ore in un istituto di Pontedera, altre cinque in una scuola a Pisa. Qualche “spezzone” a San Miniato, altri a Volterra.
Migliaia di dati che si incrociano in attesa di una chiamata. La rapida e squillante voce del professore Salvatore Caruso, dirigente scolastico del Matteotti e coordinatore di Codisco (coordinamento dei dirigenti scolastici), spezza il silenzio con cui centinaia e centinaia di aspiranti docenti attendono nel salone della Stazione Leopolda di ascoltare il proprio nome.
Una chiamata, in ordine di punteggio, che coincide con un altro anno di lavoro. Un impiego precario, in molti casi “spezzettato” su più scuole, di cui il sistema scolastico non può ormai più fare a meno.
Sono iniziate ieri mattina le procedure per l’assegnazione delle cattedre vacanti in tutte le scuole della provincia dopo l’assunzione di oltre 480 docenti a tempo indeterminato che non sono bastate a riempire i “buchi” rimasti scoperti. Un esercito di aspiranti supplenti che per quattro giorni sfilerà nel salone della Leopolda a caccia di un posto annuale. Per il secondo anno consecutivo, le cattedre vacanti saranno assegnate attraverso la cosiddetta “convocazione coordinata ed unitaria”, il metodo sperimentato per la prima volta a Pisa lo scorso anno dai dirigenti scolastici, dall’Ufficio scolastico provinciale e dalle organizzazioni sindacali con l’obiettivo di assicurare trasparenza nell’assegnazione delle ore a disposizione e per consentire una maggiore rapidità nelle operazioni. In totale saranno circa 5.000 gli aspiranti docenti chiamati a scegliere una scuola dove insegnare, ma solo meno di un terzo potrà sperare di firmare un contratto da precario.
La procedura, già concretizzata giovedì scorso per il personale Ata (assegnati 120 posti per collaboratori scolastici, circa 70 per amministrativi e 5 posti per il personale tecnico), si basa su un sistema informatico ideato da alcuni professori dell’istituto tecnico Cattaneo di San Miniato. Un sistema innovativo esportato quest’anno in molte altre province della Toscana e non solo (il metodo è stato usato qualche giorno fa anche a Belluno).
I primi ad essere stati convocati sono stati ieri mattina gli aspiranti professori inseriti nella prima, seconda e terza fascia delle scuole secondarie di secondo grado, per l’assegnazione di circa 600 posti.
Gli ultimi saranno gli aspiranti supplenti delle scuole secondarie di primo grado. Al termine delle procedure saranno circa 1. 500 i docenti ad aver firmato un contratto a tempo determinato. Di questi, 890 accetteranno un incarico come insegnante di sostegno nonostante la mancanza di una specializzazione. Una criticità, quest’ultima, che per l’ennesimo anno è diventata un’emergenza. «A causa del calo demografico, a livello nazionale è stata registrata una netta diminuzione di iscrizioni nelle scuole – spiegano i rappresentanti della Flc-Cgil, presenti insieme a tutti gli altri sindacati per verificare la regolarità delle operazioni –. Parallelamente sono però aumentate le certificazioni di handicap e quindi la presenza di studenti che hanno necessità di un insegnante di sostegno. Una sempre maggiore richiesta a fronte della quale manca una seria programmazione da parte del ministero per la concessione delle specializzazioni» che costringe ad assegnare le cattedre a docenti che non hanno alcuna preparazione nel settore delle disabilità. —
Danilo Renzullo
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