Il Tirreno

Pisa

Ottica Brandi, da decenni professionista della vista

Roberta Galli
Ottica Brandi, da decenni professionista della vista

Un negozio in cui l’attenzione al cliente coniuga benessere visivo e look Il titolare Stefano: nel nostro settore occorre essere sempre aggiornati

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PISA. Una vita al servizio del benessere visivo, ma non solo. Essere ottici ai tempi d’oggi vuol dire essere anche consulenti di stile, ovvero aiutare il cliente a cercare la montatura più giusta, in modo da soddisfare pienamente nello stesso tempo le esigenze legate al look e alla vista. Parliamo di occhiali e di un suo illustre rappresentante, Stefano Brandi, ottico di professione, titolare dell’omonimo negozio in via Ulisse Dini a Pisa. Una vita, quella di Brandi, al servizio del cliente, con alle spalle un diploma di ottico e un aggiornamento continuo.

«ll mio settore - afferma Brandi - non permette mai di fermarsi. Se vuoi fai bene questo lavoro devi essere sempre informato, quindi è necessario frequentare corsi, congressi e tenersi in modalità on con le ultime pubblicazioni in materia». Un lavoro nel lavoro, ma necessario in quanto la tecnologia, soprattutto in materia di lenti oftalmiche e lenti a contatto, sta facendo passi da gigante, cambiando completamente in meglio l’intero settore. «Molte cose sono sicuramente mutate da quando ho cominciato - dice Brandi - ma la passione, vi assicuro, è sempre la stessa». Una passione che lo ha portato ancora giovane a fare una scelta che ha segnato tutta la sua vita lavorativa. «Ebbene sì - racconta l’ottico - tutto ebbe inizio con mio padre Gastone. Aveva rilevato questa attività di fotografo, dove mi trovo sempre ora, in via Ulisse Dini. E quindi io decisi di intraprendere gli studi per diventare ottico. Era il 1968. E da quell’anno, dopo aver fatto il militare, iniziai la mia avventura con lui: io occupandomi degli occhi, mentre lui delle foto. Due settori complementari che si sono sposati alla perfezione. Un connubio professionale che è andato avanti fino al 1995, anno in cui mio padre è venuto a mancare ed io ho dovuto, inevitabilmente, cominciare a marciare da solo. Ed essendo un ottico puro, ho dovuto abbandonare tutto il settore di mio padre, lasciandomi solo una piccola porzione del suo lavoro, quella legata alla vendita di macchine fotografiche più semplici, al materiale per lo sviluppo, oltre alla possibilità di realizzare foto tessere».

Per Stefano Brandi gli anni trascorsi insieme al padre Gastone sono stati, come definisce lui stesso, bellissimi. «Ne ho ancora un ricordo molto vivo - ci dice - non solo perché ero molto più giovane, ma anche perché era un periodo storico migliore di quello attuale, dove la vita era sicuramente più semplice e la microcriminalità non aveva fatto ancora il grande salto, come purtroppo accade ora, anche qui in centro a Pisa, nel salotto buono della città».

I tempi sono sicuramente cambiati, la crisi ha bussato alle porte di molti settori ed inevitabilmente anche il mercato dell’ottica ha visto entrare alcuni prodotti stranieri di scarsa qualità. «Un grande errore - ha precisato Brandi - essendo il nostro settore un’attività parasanitaria ed è quindi sbagliato risparmiare sulla salute, degli occhi in modo particolare, ignorando soprattutto i rischi che si possono correre: la vista è un bene primario sulla quale non bisogna scherzare». Brandi invita quindi a non usare lenti ed occhiali non certificati, ma lasciarsi consigliare da chi il mestiere lo conosce bene. Un mestiere quello di ottico in grado di offrire anche ora opportunità lavorative interessanti. «Anche un giovane - conclude il professionista - potrebbe tranquillamente seguire la mia strada. L’importante è avere alle spalle una buona preparazione fatta attraverso una scuola ad hoc». —

Roberta Galli

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