Il presidio
La distruzione venuta dal cielo Il sindaco: mai dimenticare
Conti invita a mantenere vivo il ricordo soprattutto per le nuove generazioni Possenti (Anpi): «Una tragedia per la nostra città causata dal fascismo»
PISA. Era il 31 agosto 1943 quando i Boeing B-17, velivoli dell’aviazione americana, solcarono il cielo di Pisa bombardando a tappeto la città. Ieri, a 76 anni dal raid, è il verde dell’alloro a commemorare le numerose vittime degli ordigni americani. In occasione della ricorrenza della strage, è stata deposta una corona commemorativa all’interno del Sostegno del canale dei Navicelli, nel quartiere di Porta a Mare.
Proprio qui furono sganciate le prime bombe, con l’obiettivo di colpire la centrale elettrica che sorgeva un tempo in quelle zone. Furono tantissime le vittime del bombardamento, tra operai e civili. «Quel giorno, dicono le cronache locali, le vittime furono 952 e migliaia furono i feriti», ricorda il sindaco Michele Conti, presente alla cerimonia. «Ma il bilancio è reso ancora più drammatico dal numero, mai veramente definito, dei dispersi di quella pioggia di piombo caduta dal cielo. I lungarni furono semidistrutti, i ponti crollati, la stazione rasa al suolo, il quartiere di Porta a Mare venne polverizzato». E sono le memorie del passato, frutto di un evento drammatico di cui ancora resta traccia, ad ammonirci per il futuro, come sottolinea il sindaco: «Quella di oggi non è una cerimonia rituale di un tempo passato, ma un autentico recupero di una memoria che è ancora ben viva nelle nostre famiglie, così come nella città stessa, che tuttora porta i segni di quelle ferite. Il nostro compito è anche mantenere vivo il ricordo ed abituare i nostri giovani a continuare il racconto, affinché tutti possano comprendere una strada migliore da percorrere in futuro». Concorde Bruno Possenti, presidente del comitato provinciale Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia): «Pisa era una città completamente massacrata. Per mesi si continuarono a trovare morti sotto le macerie. Non c’era acqua, non c’erano ponti, non c’era energia elettrica. Noi dobbiamo ricordare non solo come doverosa forma di rispetto nei confronti delle vittime, ma anche perché il bombardamento fu sì degli americani, ma fu un episodio di una guerra in cui ci aveva portato il fascismo. La tragedia della nostra città è l’eredità che ha lasciato il fascismo».
Uno sguardo sul presente anche nelle parole della rappresentanza del presidente della Provincia di Pisa, che ha sottolineato come le coscienze possano essere ancora sedotte e oscurate. Quindi, nel ricordare il passato, il dovere del presente è quello di raccogliere l’ammonimento della storia. Una storia, quella del secondo conflitto mondiale, che ha segnato il mondo intero e che in quel drammatico 31 agosto di tanti anni fa si è intrecciata al vissuto della città, lasciandovi lutto e sofferenza. Perché, se il passato può insegnare qualcosa, è che nessuna guerra vale le conseguenze che porta con sé. —
Sara Venchiarutti
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