Il Tirreno

Pisa

Il caso 

Chiusi i negozi di Cerrai: tutti licenziati

Sabrina Chiellini
Chiusi i negozi di Cerrai: tutti licenziati

A un mese dalla scomparsa dell’imprenditore, la vedova ha consegnato le lettere ai lavoratori con effetto immediato

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PISA. Sono stati licenziati in tronco tutti i dipendenti dei negozi di telefonia e di elettronica di Giovanni Cerrai, morto circa un mese fa, all’età di 73 anni. Un fulmine si è abbattuto all’improvviso sugli oltre trenta dipendenti dell’imprenditore di Cascina, che aveva attività a Pisa e Pontedera. Quando hanno visto la lettera sono stati colpiti dallo stesso dolore e sconcerto che avevano provato quando avevano saputo della morte del loro datore di lavoro. Una persona gentile, affabile, molto impegnata sul lavoro, puntuale negli stipendi, un punto di riferimento per tutto loro. C’è chi lavora per la famiglia Cerrai da molti anni, niente faceva immaginare la situazione che stanno vivendo da un mese a questa parte. Dopo la morte e il funerale dell’imprenditore l’azienda che si occupa di elettronica ha subito uno stop dell’attività anche se poteva contare sul lavoro di importanti committenti, come l’Opera primaziale, Palazzo Blu, Le Vele oltre a numerosi negozi della Coop. L’attività per settimane si è trascinata stancamente con i dipendenti che si chiedevano cosa sarebbe successo. Stessa cosa per i negozi chiusi dopo il funerale. Ma dopo i giorni del lutto qualcuno ha cominciato a chiedersi cosa stava succedendo. Il rispetto che tutti hanno per l’imprenditore aveva consigliato a tutti un atteggiamento di prudenza pensando al difficile momento di una delle famiglie di commercianti più note della provincia, in quanto Cerrai era anche rivenditore autorizzato Tim.. A consegnare le lettere di licenziamento è stata la vedova Cerrai. Commessi, impiegati e tecnici sono stati convocati in più volte, negli ultimi tre giorni di questa settimana. A tutti è stata consegnata di persona una lettera di licenziamento con effetto immediato. Lettera datata 26 luglio, firmata dall’imprenditore scomparso, che si concretizza negli effetti un mese dopo, quando viene consegnata. La morte di Cerrai risale al primo agosto. Due giorni prima l’uomo era scomparso. Date che, una volta messe in fila, fanno pensare che l’uomo sia morto dopo avere firmato i licenziamenti che hanno lasciato i dipendenti senza parole.

Nemmeno una parola è stata aggiunta, alle porte dei negozi è stato affisso un biglietto con la scritta: “Chiuso per ristrutturazione”.

In questi giorni i dipendenti stanno valutando cosa fare. Sono stati così colti di sorpresa da restare quasi paralizzati nelle reazioni. Nei prossimi giorni si rivolgeranno a patronati e sindacati per capire cosa li attende. Qualcuno ha capito che le aziende non sono nella condizione di andare avanti. Anche se fino al giorno della scomparsa dell’uomo nessuno aveva colto segnali di crisi o di particolari problemi aziendali. In queste ore si parla però di un biglietto che sarebbe stato trovato dopo la morte in cui l’imprenditore indica il nome di un commercialista, informato della situazione. —

 

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