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«L’Ariston non sarà un’altra Mattonaia»
Appartamenti e parcheggi nell’ex cinema: piano approvato Diritti in comune: così vince il privato. L’assessore: è il contrario
PISA. «Avreste voluto un secondo caso Mattonaia in città? Noi invece abbiamo ottenuto 42 nuovi parcheggi in Ztl», dice Massimo Dringoli, assessore all’urbanistica. «Macché, questa è una variante per garantire la rendita e non i bisogni della città», ribatte Diritti in comune, espressione in consiglio della sinistra radicale. Il nuovo fronte di scontro politico è il piano di recupero dell’ex cinema Ariston di via Turati.
Il via libera è arrivato dalla commissione consiliare urbanistica (insieme anche al piano strutturale intercomunale Pisa-Cascina). I consiglieri di opposizione, Giuliano Pizzanelli e Marco Biondi, entrambi del Pd, non hanno partecipato alle votazioni, sostenendo «alcune irregolarità nella convocazione di questa commissione. Il piano per l’ex Ariston è passato con i voti di Lega e Noi Adesso Pisa-Fratelli d’Italia.
«Ma cosa c’è dietro questa urgenza e la volontà di fare passare subito dopo Ferragosto questa variante impedendo un esame approfondito della pratica?», s’interroga Diritti in comune, presente in commissione con Teresa Arrighetti, dando la sua visione: «Nulla di più vecchio e banale: la solita storia di sostituire funzioni (servizi, intrattenimento, cultura) con residenze, con l’unico obiettivo di garantire la rendita dei proprietari senza considerare le reali necessità della città». Per il gruppo della sinistra, «si è ricorso ad una variante perché il piano vigente prevedeva che nell’area si sarebbe potuto svolgere solo attività di cinema oppure, nel caso di dismissione dell’attività, quella di parcheggio. Questo, con l’evidente intento di salvaguardare la funzione sociale del cinema dall’assalto della speculazione o, al limite, di utilizzare i volumi per alleggerire il problema del parcheggio per i residenti».
A controbattere a questa tesi è direttamente l’assessore Dringoli: «Ma è mai possibile che se in oltre dieci anni nessuno si è fatto vivo per riaprire il cinema né per realizzarci 140 parcheggi privati, stando alle previsioni della variante al regolamento urbanistico del 2013, siano così diffusi l’ignoranza per le “reali necessità della città” e il desiderio di garantire esclusivamente la rendita dei proprietari?». Forse, continua Dringoli, «rientra tra le “reali necessità della città” quella di seguitare ad avere un volume abbandonato in pieno centro storico, destinato a divenire emulo della mostruosa “Mattonaia” a tutti tristemente nota e voluta dalle amministrazioni di sinistra? E come si fa a non riconoscere che essere riusciti ad ottenere dai proprietari che, oltre ai parcheggi pertinenziali per i 20 appartamenti previsti, vengano realizzati anche 42 parcheggi destinati a residenti della Ztl, con conseguente eliminazione di 42 auto dalle strade pubbliche, costituisca invece prova della massima considerazione per le “reali necessità della città”?».
La polemica, da parte dell’assessore, diventa poi politica: «Questo comportamento non riguarda solo Diritti in comune. In commissione consiliare i rappresentanti del Pd hanno fatto il possibile per annullare la commissione stessa, ricorrendo a pretesti formali rivelatisi infondati, ben sapendo che la mancata riunione avrebbe fatto decadere la possibilità di approvazione del piano di recupero. Opposizioni che, fino ad oggi, hanno continuamente dimostrato di sapere svolgere solo una funzione distruttiva, senza la minima considerazione proprio per le “reali necessità della città”». —
Francesco Loi
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