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In pedalò sul litorale a pesca di ... plastica
Si chiama “prendilo con il retino”: un piccolo gesto per pulire il mare inventato da due sedicenni e subito diventato di moda
MARINA DI PISA. “Basta immondizia in mare!”. Questa volta l’idea è di due ragazze di 16 anni, Nicoletta Cacciò e Sara Bordò, amiche per la pelle che per caso hanno dato vita all’iniziativa “Prendilo col retino” espressione che in gergo, soprattutto a Livorno, si usa per le persone che non capiscono.
«Noi dobbiamo solo prendere la plastica con il retino e capire che dobbiamo cambiare tutti» dice Nicoletta figlia dei proprietari del bagno Tritone a Marina invitando anche gli altri stabilimenti a fare la stessa cosa. D’ora in poi, a chi prenderà il pedalo al bagno Tritone gli verrà dato anche un retino e chi durante l’uscita in mare prenderà abbastanza plastica, vincerà qualcosa da bene al bar (Coca Cola, Fanta ecc.).
L’idea è nata per caso. Nicoletta era in pedalò con alcuni suoi amici e si è messa a raccogliere la plastica dal mare come fa sempre quando la vede e piano piano, come per gioco, si sono aggiunti anche gli amici che erano con lei. Quando sono ritornati a terra, avevano raccolto due buste di plastica che hanno fatto vedere sia ai bagnini che ai genitori di Nicoletta con cui ha cominciato a parlare di questa nuova iniziativa che le stava venendo in mente. «Più tardi – racconta Nicoletta -, sono riuscita con il pedalò da sola con la mia migliore amica Sara ma questa volta con dei retini. E mentre eravamo in mare e raccoglievamo l’immondizia con il retino, parlavamo di questo problema della plastica e dell’inquinamento perché, al contrario di quello che si possa pensare, questo è un argomento che viene trattato spessissimo tra noi giovani e abbiamo pensato a qualcosa di semplice come: “Prendilo col retino”. L’iniziativa infatti, l’abbiamo chiamata così ed è partita il 21 agosto. Con la mia amica abbiamo messo l’iniziativa sui social e abbiamo cominciato a condividerla e piace anche ai miei amici. Abbiamo fatto anche un video della plastica ripescata dal mare e c’abbiamo fatto una storia postata su Instagram che è stata condivisa da tanti». Un’iniziativa semplice che presto èp diventata anche virale: può essere fatta da tutti e fatta conoscere con mezzi nuovi e con una coscienza nuova che segna il cambiamento dei tempi con i giovani smepre più spesso nelle vesti dell’insegnante e gli adulti in quelle dello studente. E la speranza è che . «I giovani e noi adolescenti capiamo quello che dobbiamo fare perché ne va del nostro futuro – afferma convinta Nicoletta – sono gli adulti invece, che questa volta devono imparare da noi». —
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