Il presidio
«Gigi non si è ancora ripreso ma continua a lottare»
pisa. «Continua a lottare e noi insieme a lui, giorno per giorno».
Così Monica Fontani, moglie di Gigi Simoni, ex allenatore dell’Inter, parla del marito ricoverato in gravi condizioni dopo aver accusato un malore a fine giugno nella sua abitazione a San Piero a Grado.
Intervistata da La Provincia di Cremona la moglie di Simoni per la prima volta rompe il silenzio dopo il ricovero del marito, 80 anni, ex tecnico anche di Genoa e Cremonese oltre che del Pisa nelle due promozioni dalla B alla A.
«È ancora in condizioni gravi» spiega la donna che racconta anche che «alcuni tifosi sono arrivati in ospedale. Hanno portato a Gigi dei palloncini rossi a forma di cuore - aggiunge - con messaggi di incoraggiamento per Gigi, li abbiamo attaccati nella sala d'aspetto».
E ancora: «Voglio essere sincera fino in fondo: la situazione resta complicata, mio marito ha avuto un ictus e non possiamo oggi ancora parlare di un percorso in discesa. Tuttavia siamo qui. Speranze? Sempre, anche se il quadro complessivo resta delicato».
L’ultima uscita pubblica di Gigi Simoni, intervistato nelle scorse settimane dal Tirreno, è stata il 7 giugno a Brescia, dove è stato premiato insieme agli altri personaggi più significativi della storia delle Rondinelle. Nell’occasione aveva anche ritrovato il suo vecchio compagni di squadra Luigi Brotto, portiere classe 1934, che non vedeva da cinquant’anni.
Simoni è un pezzo fondamentale della storia del Pisa. Un sentimento diffuso in città e fra tutti gli sportivi d’Italia e non solo, quello di cercare di sostenere uno dei pochi gentiluomini nel mondo del calcio, un personaggio che è diventato un simbolo gentile del pallone non urlato e cordiale. —
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