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«Il Pd andrà a congresso entro quest’anno»
Simiani: ho trovato un partito vivace e validi dirigenti Evitiamo personalismi, anche Sonetti mi può aiutare
PISA. «Nella chiacchierata fatta con Simona Bonafè ho detto che scalzo e ignudo, per dirla alla grossetana, il partito pisano non mi sembra. C’è un gruppo dirigente preparato, un gruppo consiliare fatto di persone di esperienza e giovani interessanti, oltre a segretari di circolo attivi. Alle europee il partito in città ha ottenuto il 35%. Credo che questo ci faccia ben sperare. Se non ci saranno disguidi, entro l’anno conto di arrivare a celebrare il congresso nella massima correttezza». A parlare così è Marco Simiani, il componente della segreteria regionale del Pd, già segretario provinciale a Grosseto, designato commissario del partito pisano.
Simiani, quale messaggio vuole lanciare al Pd pisano?
«L’altro giorno ero in direzione nazionale. In un momento così difficile per il Paese, riuscire ad avere una posizione unitaria come partito è un fatto positivo che deve riflettersi anche nelle realtà locali».
Lei è commissario dell’Unione comunale, ma a livello provinciale c’è un segretario, Massimiliano Sonetti, sfiduciato dai sindaci Pd…
«Credo che Sonetti mi possa aiutare in questo percorso. Ritengo non conveniente in questa fase alimentare azioni contro nessuno. In questo partito c’è chi si è dimesso e chi si è autosospeso. Speriamo di tornare presto alla normalità».
Cosa ha detto nelle riunioni che ha fatto finora?
«Che tutti si devono sentire impegnati. Anche il presidente della Regione ritengo debba assumersi una responsabilità sulla città di Pisa. Quando succedono cose di questo tipo, tutti devono contribuire alla ripartenza, senza che ci siano vincitori o vinti. Ora dobbiamo uscire con forza all’esterno affermando le nostre politiche su temi quali i diritti dei lavoratori dei rifiuti, la sanità, i problemi dell’aeroporto. Al tempo stesso lavorerò a tutte le azioni propedeutiche al congresso, coinvolgendo tutti gli attori che possono far uscire Pisa da questa situazione».
Il suo giudizio sulla giunta Conti?
«La nostra posizione è diametralmente opposta alla loro. Ma, al di là delle polemiche politiche, il partito di Pisa deve impegnarsi per trovare ed affermare una sua proposta di città. Qui ci sono due atenei tra i migliori del mondo, un patrimonio della città ma anche della politica: vuol dire che le istituzioni hanno lavorato bene. La vittoria del centrodestra si è legata molto alle problematiche della sicurezza. Un tema su cui anche noi dobbiamo lavorare. Ma in una città come questa dobbiamo imprimere una visione diversa, caratterizzata dall’inclusione e non dell’esclusione. E al tempo stesso dare una visione di sviluppo che guarda all’innovazione e alla sostenibilità».
Come riassumerebbe il suo compito a Pisa?
«Sicuramente servirà più collegialità e meno protagonismo da parte dei singoli per far scaturire scelte e politiche adeguate e convincenti. Il ruolo di opposizione che ci hanno dato i cittadini attraverso il voto non ci piace, ma dobbiamo svolgerlo bene comunque. Per tornare presto ad essere maggioranza». —
Francesco Loi
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