Meteo
Sbarca al Galilei e accusa un malore: aveva ingerito 88 ovuli di cocaina
Ventenne arrestata dalla finanza dopo il ricovero in ospedale, sequestrato oltre un chilo di droga. Era partita dalla Guyana francese. Ora è accusata di traffico internazionale di stupefacenti
PISA. Non sono viaggi della speranza. Sono viaggi della disperazione e ogni volta potrebbe essere l’ultimo.. Li chiamano ovulatori e per pochi soldi ingeriscono droga avvolta in involucri di cellophane rinforzati per resistere ai succhi gastrici.
I loro vissuti si somigliano tutti. La miseria che li trasforma in corrieri della droga per soldi spesso promessi e poi, se l’operazione fallisce, neanche consegnati.
È la storia della ventenne venezuelana che l’altro giorno è stata arrestata dalla Guardia di finanza dopo essersi ripresa dalla degenza ospedaliera: nello stomaco aveva 88 ovuli di cocaina per un peso complessivo di un kg e 14 grammi. Una quantità per un valore sul mercato stimato in circa 400mila euro.
L’hanno vista i finanzieri di stanza al Galilei mentre camminava con difficoltà. Una sofferenza in volto che non poteva essere dovuta solo al volo. L’hanno fermata e quella fatica nel trascinarsi alla fine le è valsa la vita. Non ha aperto bocca per spiegare o chiarire. Era tutto evidente quando è stata portata a Cisanello e dalle radiografie all’addome ha preso forma il carico clandestino che trasportava in corpo. Dopo l’espulsione degli ovuli e un giorno e mezzo di ricovero in reparto, la donna, sempre piantonata da un finanziere, è stata trasferita a Sollicciano. È accusata di traffico internazionale di stupefacenti.
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.37370580:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.37370580:1652448760/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Gli investigatori hanno ricostruito il suo percorso dai biglietti aerei. Residente in Venezuela, la giovane si era imbarcata dalla Guyana francese, nella costa nord-orientale del Sudamerica, per raggiungere l’Italia, facendo scalo a Parigi. L’organizzazione che aveva preparato il viaggio aveva escluso la partenza da un Paese ritenuto sospetto sul fronte del narcotraffico. Lo spostamento in uno scalo in ombra era sembrata una mossa azzeccata. Prima di imbarcarsi aveva ingerito i “confetti” alla cocaina. A memoria dei finanzieri è la prima volta che una donna sopporta un carico del genere, un chilo e passa di droga distribuito in 88 capsule. Hanno calcolato che dal decollo la ventenne aveva affrontato almeno 35 di viaggio, tra volo e sosta a Parigi e di nuovo il trasferimento a Pisa.
Quando è sbarcata al Galilei non aveva la faccia di una turista. E l’aspetto sofferente è stato un segnale che i finanzieri in servizio nello scalo hanno colto con più di un sospetto. Hanno capito con ragionevole certezza che quel malore che affliggeva la donna era un sintomo particolare: era un’ovulatrice. L’hanno accompagnata a Cisanello e l’esame radiografico ha sciolto ogni dubbio. Nell’antologia recente dei corrieri arrestati al Galilei con droga i corpo ci sono due pakistani e una pensionata olandese all’epoca di 67 anni. Tutti in difficoltà economica e pronti a sostenere un viaggio con una “bomba” nello stomaco. —
Pietro Barghigiani
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
