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Cattivi odori a Calambrone Prosegue il controllo Arpat

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calambrone. Prosegue serrata l’attività di controllo da parte di Arpat in relazione alle segnalazioni di maleodoranze a Calambrone. Cattivi odori soprattutto di notte che la cittadinanza, tramite anche esposti alle autorità competenti, attribuisce alle attività presenti nell’area nord del porto di Livorno. «Abbiamo risposto ai cittadini – fa sapere l’agenzia che si occupa della tutela ambientale in Toscana – ragguagliandoli sull’attività di controllo svolta dai nostri tecnici nei vari insediamenti presenti nella zona di interesse, sia presso la raffineria Eni che nei vari depositi di prodotti petroliferi».

«Si ricorda – aggiunge SRpat – che l’area di Stagno e Livorno nord è stata oggetto di controlli e indagini anche nell’ambito del “Piano di Monitoraggio e Controllo delle emissioni odorigene nel territorio dei Comuni di Livorno e Collesalvetti” definito “Piano mirato” i cui risultati sono stati presentati lo scorso 28 marzo a Collesalvetti. Per quanto riguarda la raffineria Eni, la stessa ha effettuato lavori di adeguamento per la riduzione delle maleodoranze, con un cronoprogramma conclusosi a fine 2018, come concordato con gli enti e Arpat. La raffineria si è impegnata a mettere in atto ulteriori interventi nel corso del 2019, nonché un piano di gestione per la mitigazione delle potenziali emissioni odorigene derivanti dalle fasi di manutenzione degli impianti. Inoltre, con riferimento ai sistemi di abbattimento adottati, sono in corso di verifica le modalità di gestione degli stessi, valutandone la funzionalità e l’efficienza nel tempo. Per gli altri numerosi impianti petroliferi, presenti nella zona, che potrebbero essere causa o concorrere alla produzione delle maleodoranze avvertite sono in corso ulteriori accertamenti da parte di Arpat».

L’agenzia riferisce anche che «diversi impianti sono già in fase di valutazione per gli interventi di mitigazione degli odori e, conseguentemente sono stati attivati programmi per lavori di adeguamento, che sono tuttora da completare; una valutazione complessiva più approfondita dell’efficacia delle misure adottate sarà possibile solo dopo il completamento degli interventi realizzati nel 2019».

Su ulteriori impianti devono ancora essere effettuate le necessarie valutazioni al fine di poter sollecitare le modifiche opportune, qualora emergessero situazioni potenzialmente in grado di originare maleodoranze.

Nello specifico, poi, sulle segnalazioni arrivate a ridosso del Ferragosto, Arpat è intervenuta per un sopralluogo nella raffineria Eni nel corso del quale sono state effettuate una serie di ispezioni.

In conclusione, ribadisce l’agenzia regionale «la situazione, quindi, seppur monitorata è in divenire. Pertanto, alla luce di quanto sopra riportato, ulteriori fenomeni di maleodoranze ricadenti in ben definite zone, al momento, e nell’immediato futuro, non possono essere escluse». –

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