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Oltre le sbarre e la malattia Una giornata in mare per gli ospiti della Rems
Una gita resa possibile grazie alla disponibilità della Lega Navale e del Circolo Nautico Dopo Lavoro Ferroviario
marina di pisa. Ieri, per sei pazienti della Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza Detentiva di Volterra, è stata una giornata da ricordare a lungo. Infatti, grazie alle barche messe a disposizione sia dalla Lega Navale che dal Circolo Nautico del Dopo Lavoro Ferroviario di Pisa, hanno potuto trascorrere una mattinata in mare andando prima al Gombo, poi a Marina di Vecchiano dove hanno fatto il bagno e infine a Viareggio. Questa uscita viene effettuata ormai da tre anni, sempre in agosto, ma nelle prime due edizioni, gli organizzatori erano stati solo il Circolo Nautico del Dopo Lavoro Ferroviario e il Dopo Lavoro Ferroviario ma, quest’anno, è stata invitata a partecipare anche la Lega Navale che vuole proseguire la collaborazione anche con altre attività come quella dei diversamente abili, delle regate e delle scuole di vela. «Questa non è un’uscita occasionale – sottolinea Enzo Scanniffio presidente del Dopo Lavoro Ferroviario – perché pensiamo d’inserirci concretamente nei progetti di rieducazione del Rems anche con altre attività con strutture che abbiamo in città come calcetto, teatro e altro». Quella di cui hanno usufruito i sei pazienti, cinque uomini e una donna, tutti poco più che ventenni eccetto uno di loro che ne ha circa sessanta, è una licenza terapeutica. «Il nostro lavoro – spiegano la psichiatra Claudia Montanelli e Francesco Natalini tecnico della riabilitazione -, essendo proiettato alla riabilitazione psicosociale, è fatto da una commistione di lavoro rieducativo all’interno della struttura e all’esterno. Ognuno ha un progetto riabilitativo personalizzato. I pazienti di oggi li abbiamo selezionati in base al fatto che usufruiscono già di licenze, escono per attività rieducative e quindi è più facile ottenere il permesso dal magistrato di sorveglianza. Tutti erano molto emozionati per questa uscita – hanno sottolineato sia la psichiatra che il tecnico della riabilitazione -, soprattutto per quelli che era la prima volta. Questo è un appuntamento consolidato del mese di agosto. La nostra struttura si trova all’interno dell’ospedale di Volterra ed è nata in seguito alla chiusura dei vecchi manicomi criminali. Al momento ospitiamo ventotto uomini e due donne e il motivo principale per il quale si trovano da noi è perché al momento in cui hanno commesso il reato erano incapaci d’intendere e di volere e quindi non imputabili ma neanche reinseribili nella società perché pericolosi. Sostanzialmente sono da noi per essere curati e reintrodotti nella società. Il nostro lavoro si basa sull’impegno di una complessa equipe multi professionale di personale sanitario coordinato dal nostro direttore responsabile dottor Alfredo Sbrana». Questa iniziativa è nata dalla proposta di uno dei pazienti, Simone, che ha legami con il Dopo lavoro Ferroviario di Pisa. «Sono stato io a proporre la prima volta questa uscita in barca – racconta Simone – perché per noi che siamo rinchiusi ogni occasione che ci fa sentire come tutti gli altri ci permette di sentirci nuovamente parte della società. Abbiamo fatto il bagno e qualcuno non lo faceva da anni. Ho 28 anni e a 19 ho ucciso un parente con cui avevo un conflitto e facevo uso di stupefacenti ma ora lavoro anche fuori, faccio il pasticcere e quindi sono già in parte reinserito nella vita sociale». — D.L.
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