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Gli avvocati visitano il Don Bosco: "Spazi stretti e sovraffollamento"
Una delegazione della Camera Penale in carcere incontra detenuti e agenti della penitenziaria
PISA. Ha aderito all'iniziativa promossa dell'Unione delle Camere Penali Italiane e dal movimento radicale "Ferragosto in carcere”, la delegazione della Camera Penale di Pisa che si è presentata all'ingresso della casa circondariale “Don Bosco” in toga, nell'intento solidale di portare un sorriso, un abbraccio, un saluto a chi non si aspetta di vedere arrivare in cella gli avvocati in un giorno di festa. Nell'occasione sono presenti alla visita gli avvocati Serena Caputo, segretario della CP e referente locale osservatorio carcere insieme al co-referente e consigliere del direttivo, Alessandro Niccoli, Maria Luisa Bresciani e Marco Romeo, anch'essi consiglieri del direttivo della CP, e due associati alla Cp, Sara Baldini e Ottavio Bonaccorsi, di maggiore esperienza la prima, giovanissimo avvocato il secondo. Durante la visita la delegazione ha avuto modo di verificare direttamente la situazione in cui versa l'istituto penitenziario nel quale è stata finalmente avviata da pochi mesi una parziale ristrutturazione della sezione femminile, finalizzata ad adeguare le celle alle prescrizioni imposte dalla Corte Europea. Alla fine della visita, dopo aver osservato personalmente le due sezioni principali (l'area cd “penale” e il “giudiziale”), le aree comuni, la cucina, i cortili, i “passeggi”, ed essersi intrattenuti a colloquio con il personale penitenziario presente e con la gran parte dei detenuti, il bilancio degli avvocati non si discosta da quello delle precedenti visite. Considerando che gli ambienti non hanno praticamente beneficiato di interventi sin dalla loro costruzione, nonostante i recenti sforzi, l'istituto meriterebbe una adeguata e più completa ristrutturazione per adeguarsi ai canoni imposti dalla Corte Europea per i diritti dell'uomo; i detenuti sono ancora oggi costretti a muoversi in spazi piccoli da condividere con un numero eccessivo di “ospiti” che, contrariamente a quanto si possa immaginare, sono più o meno equamente divisi tra italiani e stranieri, e il cui totale è superiore alla capienza regolamentare dell'istituto di circa 90 unità.
“Fortunatamente a Pisa – commentano gli avvocati - a differenza di altre realtà, la presenza del centro clinico consente a molti detenuti gravemente malati di essere adeguatamente curati, pur trovandosi anch'essi in degenza in un ambiente degradato. E' di rilievo lo sforzo del personale penitenziario che vive quotidianamente anch'esso nello stesso ambiente fatiscente e che subisce le conseguenze di uno Stato, quello Italiano, che omette sistematicamente di investire sia economicamente che dal punto di vista normativo nel sistema carcerario. La nostra presenza qui a Ferragosto - proseguono gli Avvocati – è sicuramente stata apprezzata da coloro che, chiusi al di là delle sbarre, si sentono ignorati e dimenticati dalla nostra società. Ci auguriamo solo che si arrivi finalmente a comprendere che questo sistema carcerario, punitivo oltre misura, non persegue alcuno scopo rieducativo”.
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