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«Marina è un dormitorio» E il negozio chiude dopo 61 anni di attività

D.L.
«Marina è un dormitorio» E il negozio chiude dopo 61 anni di attività

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MARINA. La mesticheria e ferramenta “Brillantina”, dopo sessantuno anni di attività, il 24 dicembre chiuderà per sempre. «Questo negozio esiste dal 1958 e l’ha fondato mia nonna e infatti porta il suo nome perché lei si chiamava Brillantina – racconta Manuela Puccini attuale titolare del negozio che fino a poco tempo fa gestiva con il marito Simone Sbrana -. La casa dove si trova il negozio l’ha costruita mio nonno negli anni ’50 e il fondo era suo e mia nonna volle mettere qui il negozio perché era vicino alla stazioncina del “trammmino” e quindi c’era passaggio. Dopo la morte di mia nonna, il negozio è passato a mio padre e poi a me. Chiuderlo, dopo sessantuno anni di attività, è stata una scelta dolorosa, io qui dentro ci sono cresciuta – afferma Manuela con le lacrime agli occhi dicendo più volte: “Non ce la faccio” -, ma non posso fare diversamente. Marina ormai è diventata un dormitorio. Tutti lavorano fuori e se hanno bisogno di qualcosa lo comprano vicino al posto di lavoro. Il lavoro è calato ma la merce in negozio la devi tenere lo stesso altrimenti non lavori nemmeno quel poco ma sono spese, senza considerare le tasse. Adesso dovremmo cambiare il registratore di cassa che deve essere collegato al computer per inviare tutte le sere i corrispettivi all’agenzia dell’entrate. Non ce la faccio più. Mio marito lavora già da un’altra parte da tre anni e da sola è pesante ma non posso nemmeno assumere qualcuno perché non posso dargli uno stipendio».

Per il momento Manuela pensa solo a riuscire ad arrivare al 24 dicembre e di quello che ne sarà di lei dopo non lo sa ancora. Sicuramente prima dovrà riprendersi da questa decisione che cambierà tutta la sua vita ma nel frattempo ironizza anche un po’: «Potrei andare a lavorare all’Obi, l’esperienza nel settore non mi manca». E qui si tocca un altro tasto dolente che sicuramente ha inciso sul declino del negozio e sulla decisione di chiuderlo: la grande distribuzione e i colossi del web come Amazon che hanno assorbito tutto il mercato. Certamente la chiusura di “Brillantina” segna un’ulteriore cambiamento di questo paese, che un tempo veniva vissuto interamente e che ora invece si sta lentamente trasformando solo in luogo dove tornare dopo il lavoro.

«Avevo anche pensato di venderla la mesticheria – aggiunge Manuela -, ma avrei fatto una cosa ingiusta perché da qui uno stipendio non ci esce e in più, chi lo avesse comprato avrebbe dovuto pagare anche un affitto. Anche se con la morte nel cuore, non potevo fare altro che decidere di chiudere».

L’annuncio della cessazione dell’attività è stato dato con un posto su Facebook ed ha colto tutti di sorpresa. Un profondo stupore e dispiacere serpeggia tra i marinesi. «Un altro pezzo di storia di questo paese che se ne va – ha commentato una cliente che abita in via Cagliaritana dove sull’angolo si trova il negozio -. Quando ho comprato casa, ho scelto di farlo in questa strada anche perché è come se ci fosse un piccolo centro commerciale. Qui c’è la parrucchiera, il macellaio, il camion che vende frutta e verdura, la domenica un signore viene a vendere le mozzarelle e fino a poco tempo fa c’era anche l’agraria, ma ha chiuso perché non lavorava e ora anche la mesticheria. È un vero peccato, capisco che il futuro sono i centri commerciali e internet e può anche darsi che sia più conveniente, ma di certo si perde la dimensione umana». —

D.L.

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