Il Tirreno

Pisa

«Una persona saggia che amava pensare e che ci ha lasciato il suo valore»

Alessandro Crini
«Una persona saggia che amava pensare e che ci ha lasciato il suo valore»

Nelle parole del Procuratore della Repubblica  il ricordo del collega, dell’uomo e dell’amico 

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l’intervento

La Procura non è solo un ufficio. È un luogo dove si vive e si convive. Dove ci si confronta, su questioni di lavoro e su altro. Esistono, qui, Colleghi preziosi, direi indispensabili, di cui, anche se vengono disgraziatamente a mancare, non ti potrai scordare mai, anzi, diciamo meglio, li sentirai sempre vicini e presenti, proprio per la qualità molto elevata del loro contributo a questo particolare stare insieme, di un lavoro come il mio, il nostro lavoro. Antonio Giaconi è stato uno di essi. Uno di coloro a cui pensi certamente con gran rimpianto, quando non ci son più, quando non li hai più accanto, a camminare al tuo fianco, ma anche in modo costruttivo, propositivo. Quando ti chiedi, di fronte ad un problema o ad un evento rilevante, come l’avrebbe vista Antonio, cosa ne avrebbe pensato, che strada avrebbe imboccato, che soluzione avrebbe scelto.

Certo, la misura, la discrezione, l’ironia, in una parola, purché essa non suoni troppo vecchia e vuota, la saggezza, aggiungono tantissimo, danno spessore e sostanza. Ma il vero inestimabile patrimonio offerto alla memoria, ad un’affettuosa memoria, sta prima di tutto in ciò che Antonio pensava, direi meglio nel suo amore per il pensare, nella sua dedizione al ragionamento, nel suo rifuggire l’approssimazione dell’approccio emotivo, nel suo aiuto costante e generoso alla comune riflessione, che non si è stancato mai di proporre, neppure negli ultimi giorni, drammatici e infelici. Amava andare in libreria a comprare più libri di quelli che, sul momento, avrebbe potuto leggere. Insomma un intellettuale, se ancora questa definizione può essere utilizzata col giusto rispetto, nella giusta accezione, oltre che un magistrato di straordinario valore. In cui categorie dello spirito quali raziocinio, umanità ed equità, contribuivano in modo decisivo alla qualità del suo impegno quotidiano. E infine, ma questo, forse, non va neanche troppo sottolineato, un insuperabile amico. Per tutte queste ragioni Antonio ci manca tantissimo. Ma certamente i suggerimenti, le sollecitazioni, che il suo ricordo ancora inducono, sono un regalo di straordinario valore, nella tristezza di questi due anni.

Alessandro Crini



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