Il Tirreno

Pisa

Blitz sui treni per la costa 

Pizzicate cento persone senza il biglietto regionale

Stefano Taglione
Pizzicate cento persone senza il biglietto regionale

2 MINUTI DI LETTURA





pisa. Solo sul treno delle 8.03, quello per Roma, c’erano 100 persone salite alla stazione di Livorno senza pagare.

Passeggeri che sperando nell’assenza dei controlli non avevano acquistato il biglietto o lo avevano comprato a Pisa per scendere nella città labronica, salvo poi proseguire per Rosignano, Cecina, Campiglia Marittima o Grosseto. Un trucchetto di corto respiro che ieri mattina è stato svelato grazie a una serie di controlli a tappeto.

Blitz imponente di primo mattino da parte della protezione aziendale di Trenitalia, in collaborazione con gli agenti della Polfer livornese guidati dal dirigente Fabrizio Maestrini.

I dipendenti dell’azienda ferroviaria hanno controllato tutti i passeggeri a bordo del convoglio regionale diretto alla stazione di Roma Termini, a quell’ora preso d’assalto in particolar modo dai venditori ambulanti stranieri, molti dei quali scelgono lo scalo pisano per andare al lavoro, che affollano le spiagge della costa.

In tanti, di buon mattino, hanno anche telefonato al Tirreno segnalando la situazione e i comprensibili rallentamenti, visto che il convoglio – pur arrivando puntuale nella Capitale – a Rosignano è giunto 20 minuti dopo (alle 8.39, anziché alle 8.19). Un disagio dovuto agli accertamenti del personale di Trenitali e Polfer nei confronti dei viaggiatori.

Secondo i numeri forniti da Trenitalia, a Livorno, 100 persone hanno dovuto rifare il biglietto, mentre altre 40 (alle 7.45) avevano fatto lo stesso in stazione a Pisa e nei minuti successivi alla partenza.

I controlli sono poi proseguiti sul regionale 6679 Livorno-Grosseto delle 7.03, dove è stata regolarizzata un’altra decina di persone. —

Stefano Taglione

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera