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Ferie “forzate” ad agosto in atenei e i dipendenti si infuriano
Proteste dei dipendenti dell'Università di Pisa chiusa per buona parte del mese
PISA. In duemila in ferie forzate in pieno agosto. E questa volta non è colpa della Fiat che chiudeva o del fascismo che prevedeva prezzi stracciati per treni e residenze estive. Si sta parlando delle forti lamentele del personale tecnico amministrativo dell’Università che con 1380 euro al mese deve farsi ferie obbligatorie di almeno due settimane nel mese più caro e meno "intelligente" dell’estate. Un mese in cui è scontato trovare costi gonfiati, posti affollati e spazi anche non a pagamento da condividere con una marea di persone.
Ferie obbligate, quindi, con un aggravio nella qualità delle vacanze che colpisce portafogli e qualità del periodo che dovrebbe essere di riposo. «Ma non siamo mica tutti professori universitari che se le possono permettere due settimane in pieno agosto?» dicono alcuni dipendenti che chiederanno un incontro ai sindacati per porre la questione al tavolo con i vertici dell’ateneo. Rettorato, biblioteche, segreterie, uffici di palazzo Vitelli rigorosamente sigillati dal 6 agosto fino al 22. Gli sportelli della segreteria studenti e di matricolandosi saranno chiusi al pubblico dal 7 agosto al 23 agosto. Un giorno in più rispetto alla chiusura degli uffici.
Il record spetta alla biblioteca di Scienze politiche con libri a succhiar polvere, dal 5 agosto al 30. Segue quella di Filosofia e Storia che chiude dal 3 agosto al 24. E poi, gli sportelli della segreteria post-laurea e dell’Unità orientamento e sostegno agli studenti saranno chiusi al pubblico dal 7 agosto al 21 compresi. Pisa, anche in questa pratica, si dimostra molto poco smart e ben lungi dalle istituzioni del sapere come Oxford o Cambridge dove la ricerca e la didattica non indossano forzatamente bermuda e infradito per due settimane.
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