Il Tirreno

Pisa

camorcia (lo sfizio) 

«A tanti colleghi manca il senso dell’ospitalità»

C.V.

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pisa. «Mi dispiace ma molti dei miei colleghi pisani non hanno il senso dell’ospitalità, del servizio dell'accoglienza».

Lo dice Giovanni Camorcia titolare dello storico caffè-bar di Borgo Stretto, Lo Sfizio che è sempre strapieno di turisti e di pisani. Il suo successo lo si deve agli investimenti e all’attenzione al servizio proposto. «Chi decide di rimanere aperto in questo periodo, lo deve fare dopo aver già investito nei mesi invernali». Camorcia, pugliese di origini ma da 30 anni titolare dello Sfizio, questo inverno ha deciso di mettere un forno vero per pizze vere con tanto di pizzaiolo cosa che in Borgo è una novità. E stufo di rifilare pizze congelate e lasagnoni con il cellophane come fanno molti suoi colleghi, ha fatto una piccola e funzionale cucina con tanto di cuoca. «Soltanto per avere il forno e l’ambiente adatto all’attività del pizzaiolo, mi c’è voluto un anno di permessi e richieste alla sovrintendenza. Inoltre ho voluto aprire un altro servizio igienico perché c’era la fila, non di miei clienti ma di quelli di altri esercizi che non hanno neppure il bagno. I turisti vanno trattati come i pisani. Sembra una banalità, ma molti colleghi ancora, non l’hanno capito. E chi si trova male a Pisa, ne parlerà male sui social e la gente non verrà più». Camorcia ha lavorato anche a Viareggio: «Se continuiamo così si finirà come la passeggiata viareggina in crisi totale perché ha pensato di vivere solo di rendita di posizione continuando a salassare i clienti; Pisa è ancora in tempo a cambiare ma non può permettersi di chiudere un mese. Il servizio è ai turisti, alla famiglie, ai residenti, alla città». —

C.V.

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