Il Tirreno

Pisa

Dagli show con Panariello in Rai a ex assessore in cerca di un ruolo

Pietro Barghigiani

La parabola del regista e attore appassionato di Shakespeare e Molière 

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la storia

Un grande avvenire dietro le spalle. Quasi vent’anni fa era entrato nelle case di milioni di italiani con le sue apparizioni in show e fiction televisive. Andrea Buscemi, 55 anni, pisano, all’epoca era uno di quegli attori conosciuti dal grande pubblico che, però, fa fatica ad associare il nome al volto.

Suo malgrado hanno iniziato a ricordarlo con maggiore frequenza quando è stato protagonista nei Tribunali per difendersi dalle accuse di stalking. Una notorietà che l’attore e regista non avrebbe gradito e che lo accompagna da almeno sei anni. E ancora lo segue al punto da chiedere al sindaco Michele Conti di “svincolarlo” dagli obblighi di amministratore «per continuare la mia battaglia contro gli attacchi che durano da 410 giorni» ha spiegato riferendosi al calcolo partito dal giorno della nomina fino all’uscita dalla giunta.

Negli anni ha diradato sempre più le sue apparizioni come attore e regista trovando un approdo professionale nelle direzioni artistiche.

I suoi cavalli di battaglia sono perlopiù le opere di Shakespeare e Molière in cui il protagonista può dare sfogo alla sua scarica istrionica.

Coltiva un narcisismo d’artista. Non è uno di quegli attori che sostengono di essere timidi. Buscemi è l’esatto opposto.

Il personaggio che sovrasta la persona. Da responsabile artistico ha guidato Peccioli Arte, ma anche uno spazio nell’emittente tv 50 Canale dove conduceva la trasmissione “L’impallato” e poi per anni il Teatro Politeama di Cascina al tempo del sindaco leghista Susanna Ceccardi. È il periodo in cui l’attore si avvicina alla politica e ai protagonismi da primattore sul palco sostituisce la passione per il verbo del Carroccio in salsa locale. Un tecnico d’area si sarebbe detto al tempo del pentapartito, ma ancora oggi il significato non cambia. Un sostenitore della Lega che con il passare degli anni alza il livello del coinvolgimento fino a diventare assessore nella giunta Conti nel giugno 2018. Un traguardo storico per il centrodestra la conquista di Palazzo Gambacorti. Buscemi fa parte di quel film. Dopo poco più di un anno, però, arrivano i titoli di coda personali dell’altro giorno. E dire che il suo impegno in politica era stato anticipato con interventi e iniziative pubbliche. Il suo programma culturale era racchiuso nel libro “Rivoglio Pisa-Istruzioni d’uso per un sindaco” che, con il senno di poi, gli era costato il primo scivolone da assessore. L’opera “Tuttomondo” di Haring era stata giudicata come «quel modestissimo e banalissimo murale di ispirazione metropolitana. A Pisa si dà risalto in tutti i modi (si stampano cartoline e manifesti, magliette e souvenir di ogni tipo) per pubblicizzare quel modestissimo e banalissimo murale di ispirazione metropolitana che è Tuttomondo del newyorkese Keith Haring, che qualche mente perversa (e profondamente, grottescamente radical chic) autorizzò una trentina di anni fa». Non proprio un esordio felicissimo. E, infatti, quando gli venne rinfacciato il passaggio del libro fu costretto a una retromarcia: «Ho dato quel giudizio da libero cittadino. Certo oggi, da assessore, sarei più cauto. Haring è stato un grande fenomeno pop. Solo un idiota potrebbe dire che non serve alla città essendo frequentatissimo e fotografatissimo. Semplicemente vorrei che la stessa attenzione venisse rivolta a Giunta Pisano, Niccolò Pisano o Giuseppe Viviani. Alla pisanità».

Diradati gli impegni in cinema e tv, è rimasto l’amore e il lavoro per il teatro a cui sottrae tempo per dedicarsi all’avventura di amministratore. Il vento fa il suo giro e per Buscemi l’allontanamento dalla sua prima vocazione a vantaggio della politica non ha portato proprio bene.

Pesa, e lui per primo non lo nasconde, la storia dello stalking «da cui sono uscito senza condanne» ribadisce a ogni piè sospinto.

«Le mie questioni personali hanno influito in modo determinante in questi mesi di assessorato – ha spiegato al Tirreno –. Ho bisogno di essere svincolato anche dal ruolo istituzionale per poter continuare bene la mia battaglia che non finisce oggi».

Era la spalla di Panariello in Rai nel programma “Torno sabato” o il vicino di casa petulante nella fiction sempre della Rai “Un medico in famiglia”. Ora è un ex assessore in cerca di un ruolo. —

Pietro Barghigiani

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